Brembate di Sopra ha accolto Yara, il suo feretro, con la discrezione di sempre. Era scomparsa il 26 novembre 2010, i suoi resti erano stati ritrovato il 26 febbraio di quest’anno. E questi ultimi tre mesi con il suo corpo custodito in una cella frigorifera, a disposizione dei medici legali che lo hanno usato come un indizio, alla ricerca di un dettaglio capace di muovere indagini ormai stagnanti, hanno creato un’attesa surreale. Yara era morta, ma non poteva avere il suo funerale. Ora Brembate, la Lombardia, l’Italia intera ha un corpo su cui piangere. Incessante il pellegrinaggio alla camera ardente allestita nel paesino della bergamasca. Trepidante l’attesa in vista di sabato mattina quando in quella palestra che l’ha vista protagonista da viva, ci sarà l’ultimo saluto e chissà che in quella folla non ci sia l’assassino o gli assassini di una innocente tredicenne a cui è stata barbaramente tolta la giovane vita…
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