Come un bicchiere di neve

Dì che sei parola, quella che rimane in testa e fai pensare che da qualche parte ci potremmo incontrare, e assieme scrivere le più belle pagine di un libro che resterà nostro come fosse vita, come fosse passaggio da un si a un no, di questa vita ancora acerba, ancora troppo giovane, ancora senza eterno.
Di che sei sogno, a cui attingere o andare per trovare amore.

Neve
Non essere quello che in realtà vuoi essere, un qualcosa da usare e poi essere riposta come un oggetto o peggio ancora un qualcosa da buttare come tu hai fatto con la tua vita.
Se tu vuoi potrai essere orgoglio e onore, di cui pochi ancora ne conoscono l’esistenza, lotta affinché la tua vita non sia un labirinto, lotta per non vivere da meschina, sii sfidante e non sfidata, desiderante e non desiderata, libera e assieme coatta.
Forse, se è ancora possibile Amore, il tuo luogo è lì, nel labirinto di mare e di cielo, al cui centro giungano carezze e non violenze.
Perché tu sia l’eterna bambina, un altrove a cui andare invece che fuggire.
Se io potessi ora ti amerei per tutto il tempo che mi rimane, lo sai che agonizzo per una malattia poco conosciuta che non si fa curare perché mi vuole portare via.
Ma loro gli altri prigionieri di questo sistema, gli altri morti vivi, quelli che ho incontrato nelle prigioni turche, in Afganistan, nelle favelas di Rio e di Buenos Aires, nelle bidonville di Casablanca, son lì che mi aspettano come ogni notte nei cunicoli di coscienza agonizzante.
Tu come me, contro la fame e l’umiliazione, contro chi legalmente mette in prigione o toglie la vita, quelli che torturano o impiccano per strappare un si o un lembo di coscienza, quelli che levano la libertà, quelli che fanno sparire o rendere invisibili altri uomini, altre donne.
E’ una follia!
Come si fa ad avere coraggio a rimanere in questo sistema?
Come si fa a togliere la vita così duramente acquisita?
Come hanno il coraggio di spezzare le braccia possenti e fragili, di sfaldare le carni dolci da accarezzare, di ammucchiare e spezzare tante vite, fatte per reinventare l’amore e per fare esplodere la felicità?
Come si fa a fare violenza a una donna che sa rinunciare alla vita per donarla o alla violenza e che ha saputo vincere tutte le guerre?
Sai ho poco tempo per narrarti una fiaba, così ti parlerò di me, della mia malattia che si chiama “ vivere” che mi ha dato tante parole, che mi ha dato una condizione e contro cui scrivo.
Io che riesco a capire tutto oltre le parole e le frasi, ogni difficoltà di significato, di ogni verbo, di ogni tempo, non sono difficoltà in quanto tutto è davanti ai miei occhi immagini nitide e chiare.
Sarà forse perché so amare, non so, ma io sono dove tu vuoi che io sia, in quell’istante, in quel preciso momento, in quella vita che sta in quell’oltre a cui vorrei portarti.
Io lo so che dicendoti ti amo è un dono d’amore uguale alla vita.
Ma la mia fiaba con te non la si può scrivere o raccontare, inventare amore senza amore è come andare per mare senza mare, ecco perché io ti amo, perché tu sei mare e io riva.
Allora vallo a spiegare tu al cuore che ti sei liquefatta come un bicchiere di neve al sole!
Vallo a dire a tutti quelli che come me amano!
Io sono sempre vissute nelle strade, nelle piazze; ho incontrato tanti che come me ti hanno cercata. Storie meravigliose che ho cominciato a scrivere durante i lunghi silenzi e che ancora mi porto dentro e che ho cercato di raccontare senza essere ascoltato.
Vallo a spiegare tu che io sono uno di quei prigionieri che ha vissuto nelle strade, nelle piazze dove sei passata senza accorgerti della mia esistenza.
Forse tu non sai che le favole che ho raccontato parlavano di te, le ho raccontate per anni prima di scriverle, prima di conoscerti, prima di amarti.

9 su 10 da parte di 34 recensori Come un bicchiere di neve Come un bicchiere di neve ultima modifica: 2017-07-04T05:36:21+00:00 da Vincenzo Calafiore
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