Olio di sansa: un olio buono, spesso non considerato

L’olio di oliva, grande famiglia nella quale si colloca anche l’olio di sansa, è una delle massime espressioni della dieta mediterranea e, al contempo, il condimento più utilizzato per esaltare il sapore di buona parte dei piatti tipici della tradizione culinaria nostrana.
La sansa, materia prima dalla quale si ricava l’olio omonimo, è un composto mediamente omogeneo che si ottiene dagli scarti della lavorazione delle olive impiegate per la produzione di oli vergini ed extra vergini: l’amalgama, che consta di residui delle bucce, di parti di polpa e di sezioni di noccioli, infatti, contiene una percentuale di liquidi pari anche al 6% del suo peso complessivo: ne consegue che, attraverso un lavoro di pressatura e di centrifugazione, sovente perfezionato con l’impiego di alcuni solventi chimici, è possibile ricavare notevoli quantità di liquido grezzo che, una volta raffinato ed unito all’olio vergine, da luogo ad un condimento versatile e qualitativo.

olio di sansa

Come detto, dunque, l’olio di sansa di olive è uno dei prodotti fondamentali della grande famiglia degli oli di oliva, della quale rappresenta un gustoso “entry level”. Frutto di una raffinata opera di riutilizzo degli scarti della lavorazione dell’olio vergine ed extra vergine di oliva, questo condimento, dunque, non nasce da un rifiuto, ma da un sottoprodotto che trova da sempre largo impiego nell’ambito dell’industria alimentare. Questo prodotto non si configura, dunque, come un’alternativa all’olio di oliva, ma come variante di questo prodotto.
Dal punto di vista nutrizionale, infatti, l’olio ricavato dalla sansa di olive non possiede caratteristiche molto lontane da quelle degli oli più raffinati e, anzi, assicura all’’organismo un gran numero di benefici che trovano ampio riscontro negli studi condotti a riguardo da numerosi ricercatori italiani e stranieri.

I valori nutrizionali del prodotto

A livello organolettico l’olio di sansa di oliva si distingue per la particolarità del suo sapore, caratterizzato da note tendenzialmente neutre che ne garantiscono un impiego trasversale e duttile.
La delicatezza del suo sapore rende il sansa un prodotto in grado di affiancare una grande gamma di pietanze, esaltandone il sapore con discrezione e senza alterazioni. La particolare consistenza, unita all’elevato punto di fumo lo rendono adatto anche alla preparazione dei fritti.
Si segnala il buon livello di acidità e l’alto contenuto di grassi “buoni”, caratteristiche che rendono questo condimento particolarmente apprezzabile anche per quanti seguono una dieta ipocalorica.

Gli utilizzi in cucina dell’olio di sansa

Come detto, la neutralità del suo gusto, unita all’elevato punto di fumo, permette a quest’olio di risultare particolarmente indicato per la preparazione di piatti fritti. Non è un caso se nell’ambito della grande distribuzione alimentare e della ristorazione si faccia largo impiego di olio di sansa per la preparazione e per la cottura del fritto.
Sia nella piccola che nella grande industria, inoltre, gli oli di sansa sono comunemente usati per la preparazione di una grande varietà di prodotti da forno: pane, pizze, focacce e biscotti, infatti, ricavano dall’impiego di questo prodotto non comuni doti di croccantezza e di friabilità.

Olio di sansa e alimentazione sana

Nel tempo i grandi produttori di oli di sansa hanno dovuto vincere l’avversione alimentata da alcuni detrattori che ne hanno lungamente ostacolato la diffusione. L’olio di sansa, diversamente da quanto sostenuto, infatti, possiede un gran numero di caratteristiche in grado di garantire benefici e vantaggi a quanti ne fanno uso comune nella loro dieta.
Pur essendo ottenuto dagli “scarti” della lavorazione dell’olio vergine ed extra vergine di oliva, infatti, questo condimento non può considerarsi un prodotto povero, né, tanto meno, un alimento dannoso per la salute: la sansa, infatti, rappresenta un sottoprodotto da tempo utilizzato ed apprezzato non solo in ambito alimentare, ma anche dall’industria mangimistica, agronomica ed energetica.
Non solo: la lavorazione della sansa è riconosciuta dalle normative europee già in vigore da anni, è approvata dalla scienza e segue processi produttivi non molto difformi da quelli utilizzati per la produzione di oli più raffinati.

Tra i comprovati benefici legati all’assimilazione di alimenti contenenti olio di sansa si può citare l’abbassamento colesterolo cattivo nel sangue e la contemporanea stimolazione del processo di produzione del colesterolo buono. Inoltre, l’olio di sansa è in grado di prevenire le patologie ematiche e cardiovascolari, stimola e perfeziona i processi produttivi e regola l’attività intestinale.
Fonte non comune di vitamina A, D, E e K, l’olio derivato dalla sansa di olive risulta particolarmente valido anche in ambito cosmetico, garantendo enormi benefici a unghie, pelle e capelli.

9 su 10 da parte di 34 recensori Olio di sansa: un olio buono, spesso non considerato Olio di sansa: un olio buono, spesso non considerato ultima modifica: 2017-04-21T13:30:43+00:00 da Alessandra Sellone
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