Ilva: il governo nega i 50 milioni già promessi per curare i bambini di Taranto

Antonio Fago sconcertato: “con quei soldi ci faranno un campo da Golf”.

Erano già soldi promessi alla Città di Taranto dal sottosegretario De Vincenti, con la approvazione della ministra Lorenzin utili per finanziare l’assunzione di medici, l’acquisto di attrezzature sanitarie, le riconversioni ospedaliere. Cinquanta milioni per curare i tarantini, avvelenati dall’Ilva, per fronteggiare l’emergenza sanitaria registrata da uno studio commissionato dalla Regione Puglia per dimostrare gli effetti dei veleni dell’impianto. Un aumento del 26% di ricoveri di bambini e ragazzi fino a 14 anni nei quartieri più vicini all’impianto siderurgico che è stato tenuto aperto dal Governo a suon di decreti.

Antonio Fago con il Ministro per l'Ambiente Gian Luca Galletti

Antonio Fago con il Ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti

“Una vergogna senza precedenti, e senza alcuna spiegazione” – tuona Antonio Fago, presidente di Centro Studi Prospettive, che nell’ILVA è stato per anni sindacalista e ora si dedica alla tutela dell’ambiente come vicepresidente della Fondazione Sorella Natura.

“Dobbiamo sostenere questa battaglia, il Governo come al solito sfrutta il Sud Italia e poi nega gli aiuti a bambini che si sono ammalati. L’ILVA doveva chiudere da anni. Come ho già detto in passato bisogna riconvertire il territorio che l’ILVA si è preso, costruendo uno stabilimento malsano a ridosso di una città, assorbendo ogni spazio utile per la popolazione. Una città, Taranto, in cui manifattura è totalmente assente e così anche il turismo. C’è un ambiente da valorizzare, invece il Governo ha solo pensato a sfruttare fino all’ultimo l’area con una fabbrica inutile che continua a inquinare il nostro ambiente. La popolazione si è ammalata da tempo e i bambini sono quelli che ne pagano di più le conseguenze. Viene negato loro un futuro. È una vergogna che ha raggiunto il limite, e mi impegnerò perché questo Governo cada definitivamente”.

Va giù ancora più duro Fago: “50 milioni che sono già una miseria se pensiamo che deve finanziare l’assunzione di medici, l’acquisto di attrezzature sanitarie, le riconversioni ospedaliere. L’impegno era stato prima sbandierato dal Govenro, soprattutto dal sottosegretario Claudio De Vincenti, e poi dal ministro Lorenzin. Non c’è tarantino che non lo sapesse”.

“E nonostante il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti si sia fatto vedere con il suo entourage nelle zone disastrate dell’ILVA almeno cinque volte, e abbia promesso di migliorare la situazione ambientale della zona. Promesse mai mantenute”

“La cosa che mi fa vergognare di questoGoverno è che la salute bambini di Taranto non interessa a questi politici, a differenza della Ryder Cup di golf (ho saputo che il Governo stanzierà 60 milioni in 10 anni) e delle varie mance distribuite nella legge. Si tratta di una manifestazione che si terrà nel 2022 sul campo della famiglia Biagiotti. Soldi veri dello Stato che andranno a finire nelle casse della FederGolf: l’edizione italiana sarà la più costosa di sempre. Golf capite? La salute di migliaia di tarantini invece può attendere!”

A Taranto la notizia ha lasciato di stucco gli stessi esponenti del Partito Democratico, loro stessi allibiti e amareggiati come anche i parlamentari pugliesi degli altri schieramenti.

Già, perché lo stesso segretario dem del capoluogo jonico, Costanzo Carrieri, ci è andato giù durissimo: “Sospendo le iniziative a sostegno del Sì al referendum. Riflettano hanno ancora tempo per cambiare idea nel passaggio al Senato”.

E anche il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, già in contrasto con Matteo Renzi sul voto del 4 dicembre e sulla stessa gestione dell’Ilva, che spesso è intervenuto per risolvere la questione inquinamento a Taranto, scrive su Facebook: “Tutta la Puglia deve mobilitarsi al fianco dei tarantini per pretendere dal Governo ciò che loro spetta. Da anni la città subisce un inquinamento di Stato che ha spaventosamente aumentato ogni sorta di malattie – ha scritto il presidente della Regione – Occorre curare i malati e disinnescare la fonte di inquinamento. Due cose che passano entrambe, purtroppo, da decisioni del Governo centrale e non dall’autogoverno dei pugliesi. Il Governo può cambiare idea solo se ognuno di noi si impegnerà a sostenere questa battaglia”.

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