Venerdì 18 novembre esce il primo concept album “Made in Italy” di Luciano Ligabue che ha come protagonista l’antieroe Riko

Correggio (RE). “È la storia di una mia vita parallela o di una parte di me”.

Luciano Ligabue ha sintetizzato così il suo nuovo album “Made i Italy” in uscita venerdì 18 novembre.

“È un concept album ma è un insieme di canzoni che hanno una loro autonomia – ha aggiunto – Se tolte dall’album, queste canzoni hanno una loro vita propria. Mi sono trovato a fare vari generi, dal reggae allo ska, al rock’n’roll, allo swing, con una libertà maggiore rispetto al solito. Ho voluto giocare con la musica con un’apertura diversa e le canzoni arrivavano una dietro l’altra come non mi era mai successo prima. È successo tutto molto semplicemente”.

Per il suo primo concept album, Ligabue ha scelto il tema Italia.

“Faccio il giro del mondo per tenere i concerti e mi approccio come turista – ha osservato – Sento nostalgia dell’Italia ma mi accorgo anche dei difetti quando vedo come funziona bene Sidney o Shanghai e penso a cosa non va da noi. Ho trovato italiani che hanno scelto di vivere a Los Angeles, o sono stati costretti a farlo, con una grande nostalgia del nostro Paese”.

Il filo conduttore di questo album è il personaggio Riko.

“È una persona di mezza età, si è sposato troppo presto, ha avuto un figlio troppo presto, il suo rapporto con la moglie lascia a desiderare – ha spiegato – Riko è il diminutivo di Riccardo, il mio secondo nome: capisce di essere stato messo al lato dalla vita e arriva in mezzo ai disordini dove vede un poliziotto bambino, ben sapendo che il suo nemico non sono i poliziotti; cade a terra, perde molto sangue e finisce in ospedale dove incontra una dottoressa. Aspetta il venerdì sera per potersi sfogare”.

Riko non è che l’alter ego di Luciano Ligabue.

“Anche io, come lui, ho il mio venerdì per incontrare i miei amici che sono camionisti, barbieri, impiegati, operai, ma anche imprenditori, che l’ingiustizia fiscale la sentono vicino, la tocco con mano perchè raccontata da loro – ha ammesso – Abbiamo affittato una casa in campagna con biliardo, bigliardino, tavolo per le cene. Ho anch’io un venerdì sera, un posto in cui mi diverto con i miei amici e Riko viene dallo stesso mondo”.

La storia di Riko dipana vari problemi che affliggono gli italiani.

“Riko è incazzato non solo perchè le banche hanno vinto e sono lontano dalla gente ma anche per come vede le cose – ha raccontato – É in guerra per la propria sopravvivenza. Colpa della manganellata ricevuta ai disordini, viene intervistato ma poi finisce, spariscono tutti, via i microfoni, e tutto ciò lo fa riflettere sul tipo di informazione che c’è oggi, veloce come fanno i politici, ma la colpa non è della categoria ma della società che va così in fretta e non riusciamo di memorizzare una notizia. Tra le altre cose, Riko viene raggiunto dalla moglie in ospedale ed è costretto ad incontrarsi e a parlare con lei, fino a decidere di fare una seconda luna di miele in Italia, come nessuno fa più, ormai”.

In questo concept album Ligabue ha affrontato problemi di ogni giorno.

“Il poliziotto mi piaceva raffigurarlo ragazzino che trema e che fa quel lavoro perché non ha altre possibilità – ha rivelato – La persona che viene licenziata la racconto in prima persona e non in terza perché ho capito come sarebbe stata la mia vita se non avessi trovato chi ha pagato il mio primo album, o se non avessi cominciato a scrivere canzoni. Riko è incazzato perché non ha i privilegi che ho io e acquisisce un po’ più di consapevolezza se dipende dal mondo o dalle proprie capacità”.

La storia di Riko ha un epilogo positivo.

“La prima rivoluzione di se stessi parte da noi – ha riflettuto – Il protagonista presenta la sua vita esistenziale e l’Italia è amata da Riko che non vuole abbandonare le sue radici. Non rinuncio alla speranza: sento di doverlo fare artisticamente”.

La pubblicazione dell’album è stata anticipata dai singoli “G come giungla” e da “Made in Italy” con relativo video.

Luciano Ligabue tiene a battesimo il prossimo 23 novembre le serate FoxLive in contemporanea su Fox e FoxLife ai canali 112 e 114 di Sky con la prima assoluta del docufilm di “Made in Italy” che ne racconta la creazione e il best of del Liga Rock Park tenuto a Monza.

Da febbraio del prossimo anno Ligabue ritorna ai palasport, il 3, 4, 6 e 7 al PalaLottomatica di Roma, 14, 15 e 17 al Pal’Art Hotel di Acireale, 20 e 21 al Palasport di Reggio Calabria, 23, 24 e 25 al PalaFlorio di Bari, 27 e 28 al PalaSele di Eboli, 3 e 4 marzo al PalaMaggiò di Caserta, 6 e 7 al PalaEvangelisti di Perugia, 10 al Modigliani Forum di Livorno, 13 e 14 al Mediolanum Forum di Milano, 17 al PalaTrieste di Trieste, 20 all’Adriatic Arena di Pesaro, 22 e 23 al Nelson Mandela Forum di Firenze, 28 e 29 al Pala Alpitour di Torino, 1 e 2 aprile alla Fiera di Brescia, 4 e 5 al Mediolanum Forum di Milano, 7 e 8 all’Unipol Arena di Bologna, 10 al 105 Stadium di Rimini, 19 al Palaonda di Bolzano, 21 e 22 all’Arena Spettacoli Fiera di Padova, 24 al Palaprometeo di Ancona, cui si aggiungeranno date anche in Liguria e Sardegna.

“Non so ancora se questo album lo farò per intero o a blocchi – ha concluso – Di certo la situazione più giusta è quella di puntare sull’elettrico, insieme ai brani che mi hanno consentito di arrivare fin qui”.ligabue-16-ph-jarno-iottii

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