Crotone, nel ricordo del diciottesimo compleanno di Dodò migliaia di ragazzi in Piazza della Resistenza

manifestazioneDiciassette ottobre 2016, Dodò Gabriele avrebbe compiuto il diciottesimo anno d’età se per sbaglio non fosse stato ucciso mentre disputava una partita di calcetto su un campo della periferia di Crotone. Lui non c’era ma a festeggiare il suo diciottesimo compleanno in Piazza della resistenza cerano centinaia di giovani studenti giunti da tutta la provincia. Presente Don Luigi Ciotti, dell’associazione Libera, che dal palco ha esortato a non abbassare mai la guardia nei confronti di chi vuole sopprimere la libertà attraverso ogni mezzo. Presenti i Sindaci del territorio, autorità Istituzionali.  Presente il Prefetto di Crotone Vincenzo De Vivo e chi è già stato prefetto a Crotone Maria Tirone e Vincenzo Panico, presente Angela Napoli ex parlamentare.

A loro abbiamo chiesto l’importanza di questa giornata:

Onorevole Napoli, una simile giornata cosa deve significare per tutti i cittadini, in particolare per i ragazzi?

“Una giornata particolarmente importante che si aggiunge alle altre giornate importanti in ricordo delle giovani vittime di mafia. Oggi la giornata sarà ancora più importante per la presenza di tantissimi giovani che attraverso queste manifestazioni stanno capendo quant’è importante il rispetto della legalità. Ancora c’è tanto da fare da parte di chi Governa per debellare del tutto il fenomeno criminoso. Ognuno, dalla propria parte, si deve impegnare per non uccidere le speranze. La Calabria in generale, in questo momento, pesa troppo sulle spalle delle persone oneste”.

Prefetto Maria Tirone, lei torna a Crotone in occasione di un evento di dolore?

“Torno a Crotone in un momento non bello, il ricordo della tragedia di Dodò e ciò che mi colpisce in questa occasione l’enorme presenza dei ragazzi e non solo. Questo significa che la terribile tragedia di Dodò sta ampliando la speranza anche per l’impegno di Libera che non smette mai di lottare la criminalità. Un esempio grande arriva dai genitori di Dodò, Francesca e Giovanni, che hanno tramutato il loro dolore nell’impegno perché casi del genere non si verifichino. Stanno dando a noi Istituzioni una lezione grandissima di dignità e impegno”.

Prefetto Vincenzo Panico, lei non ha voluto mancare all’evento Dodò pur non essendo più a Crotone?

“Ho trovato una grande sorpresa venendo a Crotone, una commemorazione trasformata in festa grazie a questa massiccia partecipazione di giovani studenti che hanno voluto ricordare Dodò nel suo diciottesimo compleanno. Nella duplice veste di prefetto di Crotone che ha seguito da vicino l’evento Dodò e di uomo di Governo (commissario per il coordinamento delle iniziative delle vittime di eventi mafiosi). Questa enorme folla di giovani studenti e loro insegnanti insieme alle altre tante presenze dimostra che sono tornato in una Città, Crotone, che non intende girarsi dall’altra parte di fronte a certi avvenimenti. Questo si deve non solo a Dodò ma alla forza ed al coraggio che hanno avuto Francesca e Giovanni di trasformare il dolore in una risorsa per metterla a disposizione della legalità”.

Prefetto Vincenzo De Vivo, che provincia è quella di Crotone dal versante della legalità?

“È una provincia e una città in pieno fermento credo positivo a proposito di una serie di condizioni che si stanno ricreando in tutta la popolazione e la conferma arriva dalla manifestazione di oggi per ricordare Dodò. Una marea di persone di ogni età, giovani studenti in particolare, che non è rimasta indifferente. Crotone sta iniziando a capire che per costruire il tessuto sociale occorre combattere certe negatività. In primis la corruzione e la malavita perché senza abbattere questi due fenomeni non si creano le condizioni per progredire e dare a quelle persone che vogliono lavorare onestamente il minimo sostegno per rimanere nella propria terra. Spero molto nella nuova generazione dei ragazzi e la manifestazione di oggi mi fa dire che dal versante scuola c’è molta positività nel territorio. Occorre che gli Enti locali accompagnino questo processo rendendo il mondo della scuola sempre più accogliente. Per quanto riguarda Noi (lo Stato) ce la mettiamo tutta ma occorre che tutti si impegnino in ogni momento e non in certe occasioni”       

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