Responsabilità sociale, la Comunità di Sant’Egidio per un Natale solidale

A Greccio, il paese del Lazio dove aveva preparato per la prima volta il Presepe, San Francesco si presentò al pasto dei frati che banchettavano, vestito come un povero, proprio per ricordare loro che tutti debbono partecipare alla festa, soprattutto chi ha di meno.

La Ria Grant Thornton, member firm italiana del network internazionale Grant Thornton, in occasione della Giornata della responsabilità sociale, ha annunciato la sua collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, che da sempre incarna il messaggio francescano, fortemente rappresentato anche da Papa Bergoglio, di solidarietà e vicinanza tangibile nei confronti degli ultimi.

Maurizio Finicelli, presidente Ria Grant Thornton, si è detto “felice” “di condividere questo momento di solidarietà con la Comunità di Sant’Egidio in favore dei poveri” contribuendo alla mensa dei poveri di Roma di via Dandolo e a Milano presso la Casa dell’Amicizia, in 2 centri della Comunità di Sant’Egidio. “Lo stesso faremo sostenendo il pranzo di natale di Sant’Egidio che si terrà nella Basilica di Santa Maria in Trastevere per 700 persone bisognose”.

Grazie all’impegno di Grant Thornton e alla buona volontà delle persone che lavorano è possibile condividere un’esperienza umana gioiosa con chi ha bisogno. L’azienda si è impegnata a coprire le spese di 700 tra i 200 mila – tra senza dimora, profughi, bambini di strada, anziani in difficoltà, insieme alle persone della Comunità – invitati al pranzo di Natale di Sant’Egidio in tutto il Mondo.

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La Comunità di Sant’Egidio

Nata a Roma nel lontano 1968 la Comunità di Sant’Egidio opera in 73 paesi dall’Africa all’Asia, dall’Europa alle Americhe, con oltre 60 mila volontari di tutte le età, attivi in opere di sostegno ai poveri e nella costruzione della Pace.

Pranzo di Natale del 1982

E’ una tradizione iniziata nel Natale del 1982, con un piccolo gruppo di poveri accolti nella Basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, ma che ad oggi ha raggiunto tutti i continenti, nelle città e nei Paesi dove è presente Sant’Egidio. Lo stesso pranzo natalizio si tiene anche in un centinaio di carceri del mondo con quasi 20 mila detenuti.

Quell’idea da Roma ha raggiunto davvero il mondo intero. Quella tavola si è estesa, è arrivata in altre città italiane, altri paesi europei, altri continenti. Il pranzo di Natale è oggi un modello che viene realizzato da Torino a Palermo, dalla Costa d’Avorio all’Indonesia, da Cuba alla Russia. Rappresenta un segno di speranza per il futuro del nostro mondo globalizzato.

A Natale la Comunità con i poveri attorno alla tavola della festa

La Comunità di Sant’Egido rappresenta una famiglia raccolta dal Vangelo. Così a Natale, quando in tutto il mondo le famiglie cristiane si riuniscono attorno alla tavola addobbata a festa, la comunità festeggia con i poveri, che sono parenti e amici.

Gli amici che partecipano alla festa

Il pranzo solidale di Natale si rivolge in particolare a persone che vivono nella strada. Sono gli amici barboni, profughi senza tetto, i bambini di strada, i mendicanti, gli ultimi, nostri fratelli. Un impegno che la Comunità di Sant’Egidio porta avanti con passione ed entusiasmo. Un messaggio che vuole trasmettere a tutti noi per essere partecipi dell’impegno sociale.

Una festa mondiale

La tradizione iniziata a Roma ha “contagiato” il Mondo. La festa con gli ultimi e per gli ultimi si è andata allargando “come per un benefico contagio – spiegano dalla Comunità – e ha raggiunto anche tanti paesi del Sud del mondo in tutti i continenti”. La Festa si tiene in ogni luogo in particolare dove c’è dolore: nelle chiese, nelle case, ma anche negli istituti per anziani, per bambini, per handicappati, nelle carceri, negli ospedali, perfino nelle strade.

Il miracolo di Natale

E’ come un miracolo di Natale che restituisce volti sorridenti di tante persone oppresse dalla fatica della vita. E’ la scoperta di essere utili di tanti a cui non manca nulla ma che hanno perso il senso profondo della festa. Erano all’incirca 20 invitati nel 1982. C’erano alcuni anziani del quartiere, che in quel giorno sarebbero rimasti soli, alcune persone senza fissa dimora. Sono passati oltre 3 decenni da quel primo pranzo. La tavola trasteverina ha raggiunto tante parti del mondo per un miracolo senza confini. Un miracolo da ripetere ogni giorno.

Il Natale è la “festa delle feste”

San Francesco ripeteva che il Natale è la “festa delle feste”, cioè che doveva abbracciare tutti, nessuno escluso. Tommaso da Celano riferisce che “Francesco voleva che in questo giorno i mendicanti fossero saziati dai ricchi e che i buoi e gli asini ricevessero una razione di cibo e di fieno più abbondante del solito”.

A Natale, in ogni angolo del mondo, le famiglie si ritrovano insieme per fare festa, comprano regali da scambiarsi sotto l’albero addobbato, imbandiscono la tavola per la grande festa. Per chi non ha nessuno, questa festa – forse più di tutte le altre – rischia di essere un giorno davvero triste.

La Comunità di Sant’Egidio con la sua iniziativa, proprio in questo giorno in cui Gesù nasce povero per la salvezza del mondo, si ritrova insieme come una grande famiglia, dove tutti si possano sentire a casa loro. E’ la foto più coinvolgente che immortala senza bisogno di commento il suo modo particolare di stare tra la gente, soprattutto con chi è più povero. Una testimonianza concreta, un messaggio positivo da veicolare.

Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dài un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti“. (Luca 14,12-14).

Il Giorno di Natale in ogni luogo dove c’è la Comunità di Sant’Egidio nel mondo, si fa festa insieme ai poveri. E’ un banchetto dove tutti trovano un posto, un nome, un regalo… e un’amicizia che dura tutto l’anno. Ognuno di noi può contribuire in base alle proprie possibilità e sostanze per regalare un sorriso e la speranza.

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