Convegno Aid a Vibo Valentia, grande partecipazione all’importante appuntamento sulla conoscenza e formazione sui DSA

Tantissima partecipazione al convegno organizzato dal coordinamento regionale dell’Aid (lunedì 5 settembre) che ha messo in primo piano la necessità di un cambiamento culturale per combattere i tanti pregiudizi che ancora ci sono nei confronti della dislessia, soprattutto nelle aule scolastiche dove gli insegnanti non sono preparati ad affrontare questo disturbo dell’apprendimento.

Cambiamento culturale e pedagogico

La parola chiave è l’esperienza e il mutamento di prospettiva per favorire un reale cambiamento culturale e pedagogico. A dirlo in primo luogo uno dei maggiori esperti e studiosi per quanto riguarda i DSA, il prof. Giacomo Stella, ma anche la prof.ssa Antonella Valenti ha ribadito la necessità di un cambiamento della mentalità nella scuola, di apertura e di formazione per uscire da certi pregiudizi che ancora condizionano il riconoscimento del disturbo e il suo approccio positivo.

“Quello che avevo sospettato era vero: la mia mente era un mio potenziale nemico”

Il prof. Giacomo Stella, uno dei più autorevoli studiosi dei disturbi dell’apprendimento e fondatore dell’Associazione italiana Dislessia, ha citato Philip Schultz per introdurre il mistero che c’è dietro i disturbi dell’apprendimento. Nel suo libro di testimonianza, “La mia dislessia”, il poeta americano (premio Pulitzer) ha raccontato che da bambino non sapeva né leggere né scrivere, e che per il sistema scolastico tradizionale lui era confinato tra i “cretini” così come ha raccontato un altro scrittore di successo, Daniel Pennac, in “Diario di scuola”, considerato un autentico “somaro”. Due figure esemplari di dislessici la cui vicenda scolastica testimonia l’inadeguatezza sia dei passati che dei recenti sistemi educativi e pedagogici per rispondere alle istanze di apprendimento in chi si porta dietro dei disturbi come i dislessici. A tal proposito ha espresso l’auspicio che “la sacra trinità dell’insegnamento tradizionale”, fondata “sulla lezione frontale, sui compiti a casa e sulla verifica” venisse messa in discussione, perché la scuola “è sempre andata bene per i bravi – ha osservato – e non sa come fare per chi non apprende”. La metodologia basata sulle istruzioni e sulle spiegazioni mette fuori gioco chi ha questi disturbi; invece sarebbe importante puntare sull’esperienza, come luogo di sperimentazione in una scuola dove è richiesto il cambiamento di prospettiva. “Questo succede – ha puntualizzato Stella – perché non si conoscono i meccanismi della mente e dell’apprendimento, e non si ha il coraggio di cambiare approccio metodologico. Il docente autore dei più importanti studi sulla dislessia (Ordinario di Psicologia clinica all’ Università di Modena e Reggio Emilia e Direttore scientifico di I.R.I.D.E., Istituto di Ricerca Dislessia Evolutiva) ha inoltre sottolineato che l’insegnamento tradizionale rappresenta solo una modalità ormai datata di trasmissione dei contenuti.

È stata una giornata molto importante e significativa, a pochi giorni dall’apertura dell’anno scolastico, che ha visto, oltre all’illustre cattedratico, anche la partecipazione di esperti e docenti che nel campo dell’apprendimento e dei DSA stanno portando avanti delle importanti ricerche, in particolare per quanto riguarda sia i ragazzi delle scuole superiori che gli universitari. A relazionare in merito Massimo Ciuffo (Presidente dell’Istituto scientifico italiano Disturbi dell’apprendimento e del comportamento) il quale ha presentato una relazione sul tema “Adolescenti e adulti con DSA: dalla diagnosi al successo accademico”, mettendo in rilievo come ci sia una netta tendenza all’incremento dei Dsa iscritti all’Università, circa il 4,5% (mentre in Calabria è stato monitorato l’1%) e sottolineando che sono le scuole Superiori con indirizzo professionale ad avere il maggior carico di presenza di alunni con DSA (circa il 25%).convegno-aid-prof-stella

I lavori sono proseguiti nel pomeriggio caratterizzati dall’importante ricerca presentata dalla prof.ssa Antonella Valenti (docente di Didattica e Pedagogia Speciale, svolge attività scientifica e di ricerca all’Unical) che ha fatto il “Punto della situazione sui DSA in Calabria: progetto di screening dell’Unical”, nel corso della quale ha fatto intervenire delle studentesse dislessiche a testimoniare il loro sofferto cammino lungo il percorso scolastico, che ha conosciuto una svolta nel momento in cui c’è stato il riconoscimento del disturbo. La prof.ssa Valenti, con passione e vigore, ha richiamato l’attenzione, così come aveva fatto il prof. Stella, su una questione cruciale: la necessità di “lavorare per un cambiamento di mentalità degli insegnanti”. Per tale motivo ha spiegato che bisogna “dare concretezza all’azione pedagogica” in modo corale, attraverso la formazione dei docenti. Nello specifico, riferendosi alle recenti linee guida della legge regionale sui Dsa (approvata ad aprile del 2012), ha richiamato l’attenzione al bassissimo numero di studenti che hanno fatto ricorso per la diagnosi e per accedere agli strumenti compensativi o dispensativi. Per tali ragioni, la docente che insegna al Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, ha ribadito il suo accorato appello affinché avvenga un cambiamento antropologico: che dal modello medico si passi a quello sociale, dei diritti; e ha invitato tutti “a lavorare contro il pregiudizio, che porta alla convinzione che quello che non si vede possa essere nascosto”, per far affermare invece “una didattica mirata e sostenibile”. Lo screening è stato illustrato da una sua collaboratrice, Lorena Montesano.

Durante il convegno si sono confrontati sia il mondo delle istituzioni, che quello della ricerca scientifica e scolastico. Tantissimi i presenti (oltre 260 partecipanti) hanno seguito con grande interesse e costante attenzione; in particolare insegnanti sia di sostegno che curriculari, genitori i cui figli vivono questo disturbo, ma anche assistenti sociali, psicologi, dirigenti scolastici. L’iniziativa è partita dalla sezione provinciale di Vibo Aid e dal Coordinamento regionale con il contributo scientifico di Carmen Monteleone (psicologa e psicoterapeuta). Ad introdurre i lavori Maria Pia Scafuro (referente regionale e presidente della sezione di Vibo) spiegando il significato della giornata ma ricordando anche i prossimi appuntamenti a cui le diverse sezioni a livello nazionale sono chiamate per la settimana dedicata alla Dislessia. Sono intervenuti i presidenti delle diverse sezioni, Fabrizio Marescalco (Crotone), Silvia Lanzafame (Cosenza), Daniela Riommi (Catanzaro) e Adelaide Riommi (Reggio). A porgere i saluti Raimondo Bellantoni (assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Vibo) e Giuseppe Giordano (già consigliere regionale) e promotore della legge sui DSA, il quale ha ricordato le finalità e i motivi che allora, in stretta collaborazione con l’Aid, lo hanno spinto a portare a compimento l’iter legislativo; ma per quanto riguarda le recenti linee guida, ha motivato la sua posizione critica in quanto è stato tradito lo spirito concertativo del testo approvato nel 2012.

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La parte pomeridiana del convegno inoltre è stata caratterizzata dal significativo intervento del presidente nazionale Aid Franco Botticelli, il quale ha elogiato il lavoro che si sta portando avanti a livello regionale, ricordando i tanti appuntamenti che attendono l’associazione per cercare di informare e formare non solo il mondo della scuola ma anche i cittadini. Ancora vi sono molte riserve nell’affrontare con il giusto spirito la dislessia, per questo messo in luce il lavoro sulla consapevolezza per il superamento di alcuni pregiudizi e apertura verso un approccio culturale e pedagogico diverso; solo con questa visione, ha rilevato Botticelli, i DSA saranno nelle condizione di esprimere le loro reali potenzialità, e non favori o facilitazioni.

Da sottolineare anche l’intervento del dirigente scolastico dell’Ipssara “E. Gagliardi” di Vibo Carlo Pugliese. Egli ha ricordato che la sua Scuola è impegnata nella sperimentazione con la partecipazione ad un progetto nazionale sulla dislessia in lingua straniera; un impegno che vede protagonisti i docenti in quanto le scuole professionali sono più esposte al disagio (come ha sottolineato Massimo Ciuffo, sono circa il 25 per cento i DSA nei professionali); ma ha anche registrato in alcuni docenti un atteggiamento a volte non molto responsabile di fronte alle difficoltà da parte degli alunni. Inoltre ha elogiato il lavoro per il convegno che diffonde una maggiore formazione e consapevolezza sui DSA. Infine l’intervento di Enza Meli (Centro territoriale di supporto all’handicap) che ha illustrato il lavoro che in questi anni ha contrassegnato l’impegno del Cts in collaborazione con gli altri enti e con le associazione di volontariato come l’Aid.

Alla fine delle relazioni si è aperto un dibattito a cui hanno partecipato con delle testimonianze anche i genitori. A margine anche un chiarimento sulle linee della nuova legge sui DSA, in merito agli appunti mossi da parte della professoressa Valenti per come sono state redatte le linee guida, non tenendo in considerazione il contributo positivo di chi ha la competenza scientifica e pedagogica. Il coordinamento regionale dell’Aid in merito ha precisato che ha rilevato delle criticità nelle suddette linee, ma ha auspicato una partecipazione attiva da parte della docente, per cercare di migliorare la legge. A tal proposito anche Giuseppe Giordano ha sentito la responsabilità istituzionale e politica di fare dei chiarimenti in merito alla decisione presa dall’attuale Giunta e dall’Assessorato alle Politiche sociali, a cui ha chiesto di avviare una revisione per migliorare il testo così come era stato concordato e approvato in precedenza.

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