Milano, Majorino: “prosegue il nostro impegno nel restituire alla cittadinanza i beni confiscati alla criminalità organizzata”

via battaglia 6

“Prosegue il nostro impegno nel restituire alla cittadinanza i beni confiscati alla criminalità organizzata – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – una battaglia per l’affermazione della cultura della legalità nei luoghi un tempo utilizzati dalle cosche per i propri affari. In una città dove fino a qualche anno fa qualcuno negava ancora l’esistenza delle mafie abbiamo tessuto una rete di interventi sociali con una settantina di associazioni. Dove c’erano sfruttamento e illegalità abbiamo portato sostegno a chi si trova in difficoltà”.

  Dada piazzava kg di cocaina e hashish

Al “Sun Paradise” (solarium di via Bergognone 31) un milanese detto “Dada”, e altri del giro si incontravano per piazzare kg di cocaina e hashish proveniente dal Sudamerica nei quartieri a sud-ovest della città, dal Ticinese, al Giambellino, al Lorenteggio, e nei locali alla moda di corso Como. Un affare per milioni di euro terminato 10 anni fa con una maxi-operazione della Squadra Mobile di Milano.

Il locale ormai chiuso e vuoto è stato formalmente trasferito dall’Agenzia nazionale per i Beni sequestrati e confiscati alle mafie al Comune di Milano. Il locale sarà messo a reddito con un bando è partirà una nuova attività.

Salone di tatuaggi

Non cambierà destinazione, ma proprietario, il salone per tatuaggi in via Battaglia 6, negozio appartenuto a un trafficante di droga, originario di Santo Domingo, a cui lo Stato ha già sequestrato e confiscato altri beni in città, tra i quali un appartamento e un box in via Santa Marcellina. In questo trilocale che si trova in un elegante contesto residenziale ha sede l’Associazione volontari vittime del lavoro, dove è attivo un sevizio di sostegno psicologico. I proventi ottenuti dalla messa a reddito dei due locali commerciali saranno utilizzati, come richiesto dalla legge, per finalità sociali.

Le unità immobiliari confiscate alla criminalità organizzata affidate all’Assessorato alle Politiche sociali e assegnate con bando per finalità sociali sono 161. Si tratta di locali un tempo utilizzati per attività illecite o appartenuti a criminali condannati: per lo più piccoli appartamenti e box di pertinenza, magazzini e negozi, qualche terreno agricolo e case di pregio con rifiniture di lusso.

Negli ultimi 5 anni l’Amministrazione ha lavorato alla valorizzazione di questi beni che oggi costituiscono una rete di interventi di protezione sociale e sostegno all’autonomia di persone con fragilità. Gli appartamenti sono destinati all’accoglienza delle donne maltrattate che necessitano di protezione e assistenza psicologica, alle vittime della tratta tolte dalla strada, ai padri separati senza alloggio, agli ex carcerati inseriti in programmi di inclusione sociale.

Molti rientrano nel servizio di Residenzialità sociale temporanea che fornisce un alloggio in tempi brevi a nuclei familiari sfrattati per morosità. I locali commerciali invece, molti dei quali con vetrina su strada, sono diventati laboratori creativi per giovani, spazi di socialità tolti alla criminalità, dove far crescere e riaffermare la cultura della legalità.

9 su 10 da parte di 34 recensori Milano, Majorino: “prosegue il nostro impegno nel restituire alla cittadinanza i beni confiscati alla criminalità organizzata” Milano, Majorino: “prosegue il nostro impegno nel restituire alla cittadinanza i beni confiscati alla criminalità organizzata” ultima modifica: 2016-08-09T00:50:50+00:00 da Redazione
Condividi su:Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone