Champions ed Europa League: dalle stelle alle stalle

Due competizioni europee, due mondi paralleli: differenze enormi in termini di ricavi, diritti tv ed immagine

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Per chi è nato fino agli anni ‘80 la vecchia Europa League, in arte Coppa Uefa, aveva un valore enorme dal punto di vista competitivo, economico e di immagine. Non paragonabile alla Coppa dei Campioni di allora, ovviamente, ma la forbice fra le due competizioni era molto più sottile di quella odierna. Un confronto impari fra due mondi opposti, dove le decine e decine di milioni di euro guadagnabili dalla Champions League cancellano gli appena 30 milioni che si potrebbero guadagnare solo in caso di vittoria finale della competizione. La stessa cifra, tanto per fare un esempio, la si otterrebbe con il semplice accesso ai gironi della Champions League.

Uno studio esclusivo compiuto da Bwin Sport ha analizzato nel dettaglio il business che ruota intorno alla Champions League, dal quale emerge soprattutto la cifra astronomica dei ricavi legati alla finale. Nella passata edizione, che ha visto come protagoniste Barcellona e Juventus, i due club hanno ricavato oltre un miliardo di euro. Si tratta di introiti non comparabili con il business legato alla finale di Europa League.

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Il nuovo triennio in corso ha per altro visto un incremento dei ricavi, rispetto a quello precedente: 1257 milioni di euro per ognuna delle prossime tre stagioni contro i 904 milioni del periodo 2012-15. In più la Uefa ha deciso di aumentare il premio di solidarietà nei confronti delle squadre eliminate sin dai preliminari: se fino a “ieri” venivano distribuiti 2 milioni di euro a tutti i partecipanti, ora si supera di poco questa cifra per gli eliminati mentre si arriva ai 3,1 per le vincitrici.

La partecipazione ai gironi della coppa dalle grandi orecchie garantisce ben 12 milioni di euro, con 1,5 milioni per ogni vittoria e 500 mila per un pareggio. 5,5 milioni la cifra destinata per le 16 qualificate agli ottavi, si sale a 6 per i quarti e 7 per le semifinali: le cifre riservate alle finaliste sono paurose. 15 milioni per la vincitrice, 10.5 Il market pool arriverà a 482,9 milioni di euro, cifra che verrà ridistribuita alle squadre delle varie federazioni in proporzione al valore investito dalle emittenti per i diritti televisivi.

Il business destinato a chi partecipa all’Europa League è nettamente inferiore e lo si evince dalla qualificazione ai gironi, che destina un budget quasi 10 volte inferiore rispetto alla “cugina” Champions, come emerge dal sistema di distribuzione nelle competizioni Uefa. Per arrivare a cifre considerevoli è necessario arrivare sino in fondo, nemmeno in semifinale ma all’ultimo atto: una differenza tale in termini di immagine, diritti tv e sponsor che ha fatto auspicare a molti, in primis De Laurentiis, l’idea di un Campionato Europeo per club.

Una soluzione che “ammazzerebbe” le piccole realtà, rendendo sempre più di elité il calcio del vecchio continente: a livello economico un probabile guadagno per le grandi potenze europee, ma che comporterebbe cento passi indietro in termini di globalizzazione ed espansione dello sport più popolare al mondo.

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