Com’è che …

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Com’è che…

 

Di Vincenzo Calafiore

08 luglio 21016 – Udine

“ non è mai facile voltare alcune pagine

della nostra vita ma poi arriva il momento

in cui è necessario farlo

per ricominciare a vivere! “

 

 

 

Sono le due, stremato dal caldo, lascio il mio sudario e mi affaccio alla notte; il cielo è pieno di stelle lontane e irraggiungibili, viste da qui sono altro che puntini luminosi e c’è una basivella fresca che invita  a rimanere e fumo già la mia prima sigaretta.

Ho così il tempo di riflettere sui tanti eventi che in successione si sono manifestati rimandandomi al desiderio di rimanere solo, come dire: “ Chiuso per ferie” .

A pensarci bene in questo mio lungo periodo di transizione ho avuto modo di riflettere su quanto io sia stato disponibile all’ascolto e a farmi carico di altri pensieri che sono andati ad aggiungersi ai miei; in questo non sono stati di meno anche una parte buona delle mie amicizie che non comprendendo la fogna in cui io ero scivolato con arroganza avrebbero preteso il mutuo soccorso dell’amicizia incuranti del resto se ne sono stati agguattati o nascosti dietro le quinte lasciandomi solo a sbrogliar le mie matasse. Non avrei mai comunque chiesto aiuto a nessuno, ma ho capito che a gettarmi tra le braccia della solitudine sono stati proprio quei pochi attorno e menomale che ritenevo e consideravo questi pochi amici! Con questo che sto cercando di dire? Che forse io stesso per primo ho preteso troppo da me stesso lasciando così spazio e campo alle pretese altrui incuranti delle mie necessità, dei miei umani crolli psicologici e fisici.

Forse il bisogno di amare e di essere amati, primaria necessità per l’individuo al pari forse del cibo come nutrimento dell’anima, sottoposto, in quanto tale a tutte le peculiari urgenze connesse a qualsiasi interna prescrizione.

Così l’amore può diventare campo d’azione di specifici tratti inerenti la personalità del soggetto che, attraverso il difficile dialogo affettivo, esprime se stesso cercando talvolta di risolvere nodi di sofferenza personali, trasformando così la relazione in qualcosa d’altro rispetto al suo significato originario.

Luogo di scambio reciproco di sensazioni e sentimenti positivi vissuti attraverso la presenza di quelle persone amate, qualsiasi rapporto non è tuttavia alieno ad una dialettica parallela a quella specifica dell’amicizia, che vede impegnati “gli attori “ nelle personali interazioni col mondo, e quindi al di fuori della loro peculiare relazione.

Per fortuna mia in questo mio marasma ho potuto comprendere che mi sono stati di grande aiuto ad uscirne fuori quei due o tre con il loro affetto e amore vero, mentre il resto incavolati pure sono rimasti arroccati nella loro stessa stupida pretesa.

E’ accaduto un passaggio significativo da un contesto di vita all’altro che, invadendo aree e competenze in maniera congrua, rende l’intimità della sfera amicizia, terreno fertile per l’instaurarsi di giochi di potere e conflittualità la cui origine riguarda più il rapporto di ciascuno con l’esterno, che la relazione in sé.

Una simile modalità di giudizio diventa distruttiva per qualsiasi rapporto, perché l’individuo si sentirà sicuro dell’altro nella misura in cui manterrà sempre desta la sua attenzione.

Il fondamentale paradosso cui vanno incontro questi “istrionici amici “ risiede nel fatto che, prodigandosi affinchè il rapporto sia sempre profondamente motivato, lo sfiancano, suscitando proprio ciò che vogliono evitare.

E’ tuttavia facile cadere! Difficile rialzarsi … e qualunque cosa si faccia, non sarà mai abbastanza vorranno sempre di più e di meglio.

La realtà mi è caduta addosso e quello che credevo non è, ma è anche vero che spigolando a mia volta ho compreso che la realtà sta negli occhi di chi la guarda e io non l’ho mai guardata; ma è anche vero che il viaggio conta più del traguardo. Viaggio che spesso ha un tempo infinito tra vagabonde maschere coperte da troppe illusioni che si trasformano in lacerazioni psicologiche…. Tornano i ricordi, il tormento dell’animo! Ricordi pari a soldati annegati, che tornano a galla pietrificati per maledire ogni odio, ogni distacco!

Nell’accerchiante oscurità in cui sono stato i volti ch si intravedevano oscillavano tra un’oscenità e l’altra: il mercato delle anime.

Tuttavia non è sufficiente osservare per capire, perché è importante sapere leggere fatti e azioni, sentimenti e dolori … e invece non si sa ne leggere ne scrivere!  

9 su 10 da parte di 34 recensori Com’è che … Com’è che … ultima modifica: 2016-07-08T04:01:45+00:00 da Vincenzo Calafiore
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