La Commissione propone nuove norme per una maggiore tutela dei minori nei procedimenti familiari transfrontalieri

Oggi la Commissione europea propone un miglioramento delle norme UE a tutela dei minori nelle controversie transfrontaliere sulla responsabilità genitoriale che riguardano affidamento, diritti di visita e sottrazione di minore.

La nuove norme renderanno più rapidi i procedimenti giudiziari e amministrativi e garantiranno che l’interesse superiore del minore venga sempre considerato.
Quando in famiglia sorgono controversie o coppie internazionali si separano, la cooperazione giudiziaria transfrontaliera è fondamentale per offrire ai minori un contesto giuridico sicuro in modo da mantenere i rapporti con entrambi i genitori (e con i tutori), che potrebbero vivere in stati europei differenti.
Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: “Per un bambino una delle cose più traumatiche è assistere alle liti dei propri genitori. Quando queste liti sfociano in procedimenti giudiziari di dimensione transnazionale, l’UE ha la responsabilità di garantire che vengano risolti nel modo più armonioso ed efficiente possibile. Le nuove norme semplificate che abbiamo adottato andranno a vantaggio delle famiglie e dei minori, che beneficeranno di tempi più brevi per la risoluzione dei procedimenti ed eviteranno le onerose spese che spesso tali procedure comportano. Dobbiamo assicurare la compatibilità di regimi giuridici differenti al fine di ridurre al minimo complicazioni, ritardi, sofferenze e incertezze.”
Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “I minori sono al centro di questa riforma. La separazione dei genitori è una situazione di per sé difficile. I minori coinvolti si meritano procedimenti giudiziari che chiariscano la loro situazione nel minor tempo possibile e che tengano conto del loro interesse superiore. Oggi proponiamo di migliorare le norme esistenti sulla base dell’esperienza pratica maturata negli ultimi 10 anni. Il punto focale di questa riforma è chiaro: dobbiamo accelerare la risoluzione dei casi transfrontalieri. Il tempo è determinante per il benessere dei minori, pertanto abbiamo bisogno di queste nuove norme al più presto.”
Le norme aggiornate si basano sulla valutazione di quelle esistenti e intendono colmare le lacune individuate. In particolare, un obiettivo fondamentale è garantire procedure generali più rapide, poiché il tempo è un fattore essenziale nella tutela degli interessi superiori del minore nell’ambito di controversie transfrontaliere sulla responsabilità genitoriale. In particolare, si propongono le seguenti modifiche mirate.
Procedure più efficienti in caso di sottrazione transfrontaliera di minore da parte di uno dei genitori
I termini applicati alle distinte fasi della procedura di rientro del minore saranno limitati a un periodo di massimo 18 settimane (massimo sei settimane per il trattamento della domanda da parte dell’autorità centrale ricevente, sei settimane per il giudizio in primo grado e sei settimane per il giudizio in appello). La decisione in merito al rientro potrà essere oggetto di un solo ricorso e il giudice dovrà valutare se eseguire nel frattempo la sentenza che ordina il rientro del minore.
Nel pieno rispetto della struttura degli ordinamenti giuridici nazionali, sarà garantito che i casi di sottrazione di minore da parte di uno dei genitori vengano discussi presso un numero limitato di organi giurisdizionali, in modo che i giudici possano sviluppare le competenze necessarie.
Garanzia di ascolto del minore
Al minore capace di elaborare opinioni proprie sarà garantita l’opportunità di esprimere il proprio punto di vista in tutti i procedimenti relativi al suo caso. Ciò si applicherà in particolare ai procedimenti sull’affidamento e sulle visite, nonché sul rientro dei minori qualora siano stati sottratti da uno dei genitori.
Esecuzione rapida delle decisioni in altri Stati membri
Attualmente i genitori devono spesso presentare richiesta affinché la decisione in merito all’affidamento o alle visite venga eseguita in un altro Stato membro. Con le nuove norme sarà abolito l’exequatur, la procedura intermedia necessaria per l’esecuzione di una sentenza di un altro paese. Nel caso in cui l’esecuzione non avvenga dopo sei settimane, l’organo giurisdizionale informerà l’autorità centrale richiedente dello Stato membro di origine o direttamente il richiedente in merito ai motivi della mancata esecuzione tempestiva. Inoltre, al fine di accelerare l’esecuzione, l’organo giurisdizionale che ha emesso la sentenza potrà dichiararla provvisoriamente esecutiva.
Migliore cooperazione tra le autorità degli Stati membri
La buona cooperazione tra le autorità centrali nella gestione di casi che coinvolgono minori è un prerequisito fondamentale per la fiducia reciproca tra le autorità dei diversi Stati membri. Le nuove norme favoriranno una migliore cooperazione tra le autorità centrali, poiché sono il punto di contatto diretto per i genitori e offrono un sostegno indispensabile ai giudici nell’applicazione delle norme. Inoltre le autorità garanti per i minori saranno maggiormente coinvolte nella cooperazione transfrontaliera.
Queste nuove norme apporteranno benefici per le famiglie e i minori, grazie a tempi più brevi per la risoluzione dei procedimenti e alla possibilità di evitare le onerose spese che generalmente tali procedure comportano. Nel caso del procedimento di rientro, ad esempio, i genitori potranno contare su norme più chiare e saranno incoraggiati a intraprendere un processo di mediazione, evitando così eventuali spese legali, che per l’intero procedimento corrispondono in media a 2 200 euro. L’abolizione del procedimento di exequatur permetterà di risparmiare dai 1 100 ai 4 000 euro per ogni caso giudiziario in alcuni Stati membri. Inoltre, un’esecuzione più rapida permetterà alle famiglie di risparmiare sulle spese per un avvocato specializzato, la cui stima, a seconda degli Stati membri, varia tra 1 000 e 4 000 euro per ogni 10 ore di lavoro supplementari.
Prossime tappe
La proposta adottata oggi dalla Commissione sarà trasmessa al Consiglio dell’UE. La decisione del Consiglio viene presa all’unanimità, a norma della procedura legislativa speciale per la cooperazione giudiziaria sulle questioni familiari (articolo 81, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea). Il Parlamento europeo sarà consultato in merito alla proposta.
Contesto
Il regolamento Bruxelles II bis rappresenta il pilastro della cooperazione giudiziaria dell’UE in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale, anche per quanto riguarda l’affidamento, i diritti di visita e la sottrazione di minore. Tale regolamento, al quale si fa riferimento per la risoluzione di conflitti di competenza tra gli Stati membri, agevola la libera circolazione delle sentenze nell’UE e definisce disposizioni in materia di riconoscimento e di esecuzione negli altri Stati membri. Nei casi di sottrazione transfrontaliera di minore da parte di uno dei genitori, indica la procedura per il rientro del minore nello Stato membro di residenza abituale. Il regolamento è entrato in applicazione il 1° marzo 2005 e si applica in tutti gli Stati membri, ad eccezione della Danimarca.
Nell’UE le controversie transfrontaliere sulle questioni familiari sono aumentate in linea con l’aumento del numero di famiglie internazionali, attualmente stimato a 16 milioni e destinato a crescere. Oggi i divorzi internazionali nell’UE sono circa 140 000 l’anno. È aumentato anche il numero di bambini nati da coppie internazionali non sposate e ogni anno si registrano fino a 1 800 casi di sottrazione di minore da parte di uno dei genitori all’interno dell’UE.
Al fine di valutare l’efficacia delle norme, nell’aprile 2014 la Commissione ha adottato una relazione sul funzionamento del regolamento nella pratica e ha effettuato una consultazione pubblica rivolta agli esperti per individuare le modifiche necessarie per migliorare le norme esistenti.

9 su 10 da parte di 34 recensori La Commissione propone nuove norme per una maggiore tutela dei minori nei procedimenti familiari transfrontalieri La Commissione propone nuove norme per una maggiore tutela dei minori nei procedimenti familiari transfrontalieri ultima modifica: 2016-06-30T18:46:00+00:00 da Redazione
Condividi su:Share on Facebook12Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento