Garantire ai pazienti la possibilità di esercitare il diritto alla libera scelta sul luogo dove curarsi

“La vicenda che riguarda i tetti di spesa delle strutture sanitarie private accreditate conferma che i tempi delle istituzioni e della politica sono lontani dai tempi delle imprese che si occupano dell’erogazione delle prestazioni sanitarie, servizi di cura e prevenzione alla salute e, di conseguenza, lontani anni luce dalle esigenze dei cittadini ad esercitare il diritto alla libera scelta per poter scegliere il luogo dove curarsi”.

E’ questa la posizione di Aspat Basilicata espressa in un comunicato stampa a firma della presidente Antonia Losacco.

“Dobbiamo purtroppo registrare il ritardo accumulato rispetto alle due scadenze assunte e sottoscritte in un accordo tra l’Ente Regione e le associazioni della sanità privata accreditata e che risale al lontano 7 dicembre 2015: l’impegno del Presidente Pittella a presentare, entro il 28 febbraio scorso, una proposta di criteri anche sulla base delle indicazioni formulate dalla Quarta Commissione ed infine, l’impegno della Giunta a concludere la fase di sottoscrizione dei relativi contratti del 2016 entro il 31 marzo scorso.

Ci ritroviamo invece, – sottolinea Aspat – , in una situazione di totale incertezza, per non parlare della difficoltà che regna negli ambienti della Presidenza della Giunta, del Dipartimento Salute e della Quarta Commissione, oggi alle prese con la terza bozza di deliberazione. Troppe polemiche, troppi tatticismi e fuorvianti strategie, tra cui lo spostamento dell’attenzione sulla questione della mobilità extraregionale, come se fosse diventata la questione centrale, tutto ciò non solo non porta a nessun risultato ma determina un’ ulteriore perdita di tempo che si rivela deleteria per gli interessi delle imprese di settore, questo a causa di speculazioni di alcune associazioni di categoria e di alcuni esponenti politici che utilizzano strumentalmente le problematiche della sanità per altri scopi. A differenza di altre associazioni – si legge nella nota – la posizione di Aspat B. è chiara ed è la stessa assunta sin dai primi incontri in Dipartimento.

Per sinterizzare: nonostante l’assoluta tardività dell’adozione del provvedimento da parte della giunta regionale e dei tagli effettuati a fine anno alle strutture di specialistica ambulatoriale non rispondenti a nessun criterio di programmazione, abbiamo espresso il nostro assenso all’applicazione dei criteri previsti dalla dgr n. 1650/2015 in merito all’approvazione dei tetti di spesa 2015, per rispondere al chiaro invito delle Istituzioni ad avviare un dialogo costruttivo e a superare una conflittualità tra le associazioni.

Ci ritroviamo oggi, a replicare quanto accaduto a dicembre 2015.

Siamo consapevoli che il problema delle risorse è un problema delicato, il comparto della Specialistica Ambulatoriale dal 2011 continua a subire tagli alla cieca, tagli che non hanno nessuna finalità in termini di crescita, di qualità e di ottimizzazione dei Servizi perchè operati senza programmazione e rispondenti solo ad un principio contabile. Non si può programmare una spesa partendo dai soldi, ma dal fabbisogno censito, da affidare attraverso i contratti ad un limite di spesa.

Non ci resta che rivolgere un invito alle altre associazioni a non entrare in dinamismi politici, ai politici a dimostrare maggiore responsabilità e a chi rappresenta le istituzioni a garantire concertazione sociale autentica che significa, innanzitutto, dar seguito agli impegni sottoscritti”.

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