Dall’oggi al domani, 24 ore nell’arte contemporanea al Macro di Roma

La mostra Dall’oggi al domani, inaugurata al Macro di via Nizza, propone uno sguardo sul trascorrere del tempo nella giornata, su una porzione di presente controllabile, attraverso una settantina di opere d’arte moderna e contemporanea, di artisti italiani e stranieri che si sono soffermati a riflettere sul ruolo del tempo nella nostra vita e sugli strumenti di cui l’uomo si è dotato per calcolarlo, orologio e calendario per l’appunto.

Il titolo della mostra, ispirato a un’opera di Alighiero Boetti, offre spunti di riflessione sul tema del tempo, caro agli artisti di ogni epoca e tanto più urgente a partire dal 1900, il secolo breve. E il concetto di tempo resiste, malgrado le accelerazioni e le dilatazioni prodotte dalle nuove tecnologie, ritmando la nostra vita con strumenti inventati dall’uomo secoli fa: il calendario – basato ancora su quello gregoriano, introdotto da oltre quattrocento anni – e l’orologio non bastano più a definire un limite preciso tra il giorno e la notte, in quel flusso continuo di attività che è diventata la nostra vita.
Una varietà di linguaggi – pittura, fotografia, video, scrittura diaristica, musica, ricamo, elaborazione digitale di dati – delinea un percorso nel tempo, nei giorni, nelle ore, nelle date, strappandole, così, arricchite di creatività e fantasia, al flusso ripetitivo e continuo.

La disposizione delle opere suggerisce possibili tracce tematiche: Ritmi (Balla, Cambellotti, Ontani, Paolini, Camoni, Romualdi, Mayr, Patella); Oggi, Domani (Boetti, Ceroli, Mattiacci, Spinelli); Giornate di lavoro (Opalka, Pietrella, Adami, Blank, Giovannoni); Date (On Kawara, Vezzoli, Darboven, Comani); Date speciali (De Dominicis, Closky, Albani, Sebregondi, Bertozzi&Casoni, Pignotti, Fois); Calendari (Boetti, Novelli, Miccini, Ori, Ghirri, Abate, Mambor, Mari, Cattelan, Neuenschwander, Camoni); Diari (Breakwell, Rubio, AOS); Passaggi (Vaccari, Vautier, Baruchello, Benetta); 24 ore (Almond, Shemilt & Partridge, Camporesi).

I lavori site specific sono degli artisti Manfredi Beninati, Daniele Puppi e Caccavale.

Gli spazi della mostra ospitano le immagini di storiche campagne pubblicitarie dedicate agli orologi di Bulgari, non a caso main sponsor della mostra, cui si deve anche la grande installazione realizzata per la Maison dall’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, recentemente scomparsa. La forma dell’opera evoca il serpente, in storia dell’arte spesso associato al concetto di eternità del tempo nel simbolo dell’uroboros (il serpente che mordendosi la coda rappresenta la ciclicità): la struttura delimita uno spazio in cui si svolgono alcune delle iniziative della mostra: eventi, giochi, performance, incontri, lezioni, reading, condotti in collaborazione con gli allievi dei corsi di Storia dell’Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma – Dipartimento Storia dell’Arte e Spettacolo. Intensa anche l’attività sui social network.

La mostra, curata da Maria Grazia Tolomeo e Antonella Sbrilli è promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano e con il Goethe-Institut Rom. Il catalogo contiene una conversazione con Achille Bonito Oliva In corsa col tempo, il racconto inedito di Mario Perniola Ventiquattr’ore, la storia dell’International Society for the Study of Time di Jo Alyson Parker, e gli interventi di Michele Brescia, Daniela Collu, Ada De Pirro, Costantino D’Orazio, Laura Leuzzi, Caterina Marrone, Michela Santoro.

Fino al 2 ottobre 2016
MACRO
via Nizza 138 – Sala Bianca
martedì-domenica 10.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Tariffa intera: non residenti 11,00 €, residenti 10,00 €.
Tariffa ridotta: non residenti 9,00 €, residenti 8,00 €.
MACRO via Nizza + MACRO Testaccio
Tariffa intera: non residenti 13,50 €, residenti 12,50 €
Tariffa ridotta: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €

Informazioni 060608, www.museomacro.org, www.diconodioggi.it
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