Roma, colpo agli interessi della camorra confiscati 28 esercizi commerciali tra cui bar, ristoranti-pizzerie

Beni per 80 milioni sono stati confiscati dai Carabinieri del Comando provinciale di Roma a quattro imprenditori, ritenuti coinvolti in traffici gestiti dalla camorra. Tre di loro, i fratelli Luigi, Antonio e Salvatore Righi, erano già stati arrestati dai militari a gennaio del 2014 nell’ambito dell’indagine “Margarita” nota come “Pizza Ciro”, che portò all’arresto di 20 persone e sequestri di locali nel centro di Roma.

La confisca riguarda 28 esercizi commerciali tra cui bar, ristoranti-pizzerie; 41 beni immobili; 385 rapporti finanziari-bancari; 76 veicoli; 77 società titolari di parte dei beni e 300 mila euro in contanti rinvenuti nel corso delle operazioni.

Dalle indagini, condotte dalla DDA di Roma, risulterebbe che i fratelli Righi sarebbero stabili riciclatori per conto della camorra, al servizio, in particolare, del clan Contini. L’impero economico dei tre, diventati proprietari di fatto di una holding di società attive nella gestione di numerosissimi ristoranti-pizzeria che si trovano nelle principali vie di pregio del centro storico, con un volume d’affari palesemente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, veniva gestito con modalità illecite attraverso una rete di società intestate a prestanome per il reimpiego e l’occultamento di ingenti risorse economiche di provenienza illecita.

I beni confiscati, già sottoposti a sequestro di prevenzione nel 2014 su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono attualmente gestiti dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale.

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