Siena, la tutela del centro storico passa anche dalla regolamentazione delle insegne commerciali luminose

La necessità di armonizzare le insegne luminose degli esercizi commerciali con il patrimonio storico e architettonico del centro storico patrimonio Unesco ha costituito il tema dell’interrogazione presentata nella seduta odierna da Stefania Bufalini (PD) e sottoscritta dai colleghi di gruppo Gianni Porcellotti, Ivano Da Frassini e Federico Nesi.
La consigliera ha sottolineato come “negli ultimi tempi si stia assistendo al proliferare di installazioni di piccoli pannelli luminosi, schermi a led, lcd o simili, visibili direttamente dalla pubblica via, in aggiunta alle insegne di esercizio regolarmente autorizzate, anche in prossimità di beni storici e architettonici”. Bufalini ha quindi domandato “se tali elementi luminosi siano contemplati dai regolamenti comunali in materia di insegne pubblicitarie d’esercizio” e sollecitato “la loro rimozione, qualora non lo siano, oltre alla promozione di una campagna di sensibilizzazione e informazione per la tutela e il decoro del centro storico”.
L’assessore alla Polizia Municipale, Stefano Maggi, ha sostenuto “che al momento siamo impotenti di fronte alle tipologie di pannelli luminosi richiamate nell’interrogazione. Queste infatti non sono da ricomprendere nell’ambito dell’articolo 4 del Regolamento di Polizia Municipale sotto la denominazione di “luminarie, addobbi e festoni senza fini pubblicitari” in quanto non sono collocate all’interno dell’esercizio. Allo stesso tempo, non possono essere considerate insegne così come evidenziato al punto 2.5.1 delle note tecniche di attuazione del piano del colore, dove si indica che l’insegna dovrà riportare solo il nome dell’esercizio in corretta ortografia ed eventuali simboli grafici”.
Come ha inoltre detto l’assessore, tali insegne non possono essere considerate neanche messaggi pubblicitari luminosi “in quanto non reclamizzano nessun tipo di attività, marchio o prodotto specifico: nella maggior parte dei casi, i pannelli non riportano infatti indicazioni sulla titolarità dell’attività commerciale, ma informano semplicemente che questa è aperta o indicano genericamente gli alimenti in vendita, tipo pizza”.
“Ritengo pertanto – ha concluso l’assessore – che queste tipologie di insegne vadano opportunamente regolamentate in termini di grandezza e diffusione delle luci. Ci impegneremo a controllare e a colmare l’attuale vuoto normativo ai fini della tutela del nostro patrimonio storico e artistico”.
Bufalini non si è ritenuta soddisfatta della risposta dell’assessore: “Alcune delle insegne che ho segnalato sono addirittura posizionate all’esterno degli esercizi e il nostro obiettivo è quello di farle rimuovere. Saremo soddisfatti quando passeremo dalle parole ai fatti a beneficio del decoro urbano della nostra città”.

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