Firenze, tredici mini appartamenti per disabili e anziani fragili

Tredici mini appartamenti per avviare un percorso di vita autonomo per persone con disabilità e anziani fragili autosufficienti: fanno parte rispettivamente dei progetti sperimentali ‘Casa insieme’ e ‘Casa insieme terza età’ approvati dalla giunta esecutiva della Società della salute (Sds) di Firenze. Si tratta di progetti attivati nell’ambito della sperimentazione promossa dalla Regione Toscana al fine di innovare i percorsi assistenziali a carattere residenziale per persone anziane o con disabilità.
Anziani e disabili risiederanno in alcuni mini appartamenti della cooperativa L’Uliveto, che si trovano vicino alla Rsa gestita dalla stessa cooperativa in via del Crocefisso del Lume (zona Nave a Rovezzano).
“Siamo di fronte a due progetti sperimentali totalmente nuovi, realizzati ad hoc per promuovere percorsi di vita autonoma in un’ottica di autosufficienza e socializzazione attraverso risposte socio-sanitarie e di aggregazione – ha spiegato l’assessore a Welfare e Sanità e presidente della Sds Sara Funaro -. Con queste sperimentazioni si rafforza l’intervento della Società della salute e dei due Enti consorziati, ovvero il Comune e l’Azienda sanitaria, nello spazio assistenziale compreso tra la permanenza a domicilio e il ricovero in strutture protette – ha continuato -. Diversi gli obiettivi dei due progetti che vanno nella stessa direzione del nostro programma che prevede massima attenzione agli anziani e alle persone fragili: nello specifico, l’intento del progetto ‘Casa insieme’ è anche ricollocare in un ambiente adeguato le persone con disabilità, mentre quello del progetto ‘Casa insieme terza età’ è ritardare l’ingresso degli anziani fragili in strutture ad alta protezione assistenziale”.
“Sono due progetti innovati e di spessore grazie ai quali le persone svantaggiate vengono inserite in un ambiente familiare in cui si è ricreato lo spirito della comunità – ha detto il presidente della cooperativa L’Uliveto Francesco Vannoni -. Il nostro obiettivo è offrire un’assistenza sanitaria di alto livello in cui viene data grande attenzione alle persone svantaggiate ma autosufficienti e allo sviluppo di percorsi di vita autonoma anche attraverso momenti di socializzazione e animazione”.
Con il progetto ‘Casa insieme’ saranno disponibili 8 mini appartamenti (per un totale di 8 posti letto) dotati di cucina per persone con disabilità, in cui i residenti potranno realizzare un proprio percorso di vita autonomo, ma al tempo stesso protetto: vi sarà, infatti, la possibilità di ospitare un eventuale assistente alla persona e sarà garantito un ‘pronto intervento assistenziale’ dalla vicina Rsa, presso la quale sarà possibile accedere a servizi come la fornitura del pasto e della lavanderia per gli indumenti personali.
Sempre legati al mantenimento dell’autonomia in un ambiente protetto sono i 5 mini appartamenti, per un totale di 10 posti letto, previsti nel progetto ‘Casa insieme terza età’ destinati ad anziani fragili.
I due progetti prevedono prestazioni comuni come ad esempio l’alloggio comprensivo delle utenze, il vitto (se previsto nello specifico progetto d’inserimento), la lavanderia della biancheria piana e degli indumenti personali degli ospiti (se previsto nello specifico progetto d’inserimento), le pulizie degli alloggi e degli spazi comuni, l’assistenza alla persona e l’attività di animazione e socializzazione con intensità diverse a seconda della tipologia di progetto.
Sono invece prestazioni previste solo per il progetto ‘Casa insieme’ l’assistenza infermieristica, l’assistenza psicologica, l’attività fisioterapica e il servizio di trasporto.
Le varie prestazioni saranno realizzate da educatori/animatori, infermieri, fisioterapisti, psicologi e operatori socio assistenziali.
L’ammissione di una persona ai due progetti residenziali avviene su autorizzazione degli uffici competenti dell’Azienda Usl e del Comune, sulla base di un progetto di assistenza personalizzato definito dalla competente Unità di valutazione handicap zonale (per il progetto ‘Casa insieme’) o dall’Unità di valutazione multiprofessionale (per il progetto ‘Casa insieme terza età’).

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