Vicenza, Area archeologica in Basilica ad aprile il via ai lavori di recupero e valorizzazione

Ad aprile partiranno i lavori del primo stralcio del progetto di recupero e valorizzazione dell’area archeologica della Basilica palladiana del valore complessivo di 380 mila euro.
Gli interventi di questo primo stralcio, del valore di 200 mila euro già coperti per 140 mila euro dal finanziamento regionale e per 60 mila euro da fondi del piano triennale delle opere pubbliche del Comune, dureranno circa un anno e riguarderanno il recupero e la fruizione dei preziosi spazi emersi durante i lavori di restauro dell’intero edificio.
Il secondo stralcio del progetto, del valore di 180 mila euro da finanziarsi successivamente, riguarderà il completamento e l’allestimento dell’attigua sala polifunzionale che ospiterà attività culturali legate all’area archeologica. L’apertura al pubblico dell’area archeologica avverrà prima della realizzazione di questa ulteriore parte di opere.
Ciò che sarà sperimentabile dal percorso in legno e strutture metalliche che consente di osservare dall’alto i ritrovamenti sarà un vero e proprio viaggio a ritroso nella storia più antica del monumento. Moderne teche conterranno gli oggetti rinvenuti durante gli scavi e pannelli espositivi ne illustreranno le origini. L’ambiente sarà valorizzato da una nuova illuminazione che consentirà di realizzare scenari suggestivi.
Nel corso dei lavori di restauro che hanno interessato la Basilica palladiana sono state infatti rinvenute preziose testimonianze di epoca romana che si sviluppano su una superficie coperta di circa 150 metri quadrati sotto le fondamenta dell’edificio.
E’ emerso una tratto dell’antico cardo di direttrice nord sud di collegamento tra le attuali piazze dei Signori e delle Erbe che, prima del ritrovamento, era stato soltanto ipotizzato dagli studiosi.
Sul marciapiede in terra battuta che fiancheggiava la strada, di cui si conservano alcune lastre di trachite, si apriva verso nord la facciata di una casa signorile dell’età imperiale (I secolo avanti Cristo) della quale sono stati messi in luce due vani. La pavimentazione di questa domus era costituita da mosaici monocromi di cui rimangono poche tracce. L’intero edificio era dotato di infrastrutture per il controllo e deflusso delle acque, come si evince da una canaletta in cotto parzialmente conservata.
L’edificio venne costruito su abitazioni preromane, di cui sono stati rinvenuti piani di argilla con resti di focolai che testimoniano la presenza dei Veneti fino nel cuore della città.
Nel corso degli scavi è stata inoltre rinvenuta una tomba longobarda che sarà riposizionata lungo il percorso di visita.
Questo primo stralcio dei lavori interesserà dunque l’area archeologica vera e propria e riguarderà la pulizia, il consolidamento ed il restauro delle strutture archeologiche rinvenute, il riposizionamento della tomba longobarda e degli elementi della canaletta romana, il rifacimento dell’impianto di illuminazione, l’allestimento di vetrine per l’esposizione degli oggetti rinvenuti, la realizzazione di pannelli esplicativi per accompagnare il visitatore lungo il percorso.
Il progetto è stato realizzato dal Settore lavori pubblici e manutenzioni del Comune di Vicenza in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Veneto, attraverso la sottoscrizione di una apposita Convenzione per l’attuazione dell’intervento. Anche la fase di realizzazione dei lavori sarà seguita direttamente dalla Soprintendenza, grazie alla costituzione di un ufficio di Direzione Lavori con figure professionali altamente specializzate, considerata la specificità dell’area su cui si va ad intervenire.
Sono già state selezionate anche le ditte che eseguiranno i lavori: la ditta CROMIA srls si occuperà del restauro delle strutture archeologiche, la ditta OTT ART srl in associazione con la ditta FIEL spa realizzerà l’allestimento e gli impianti elettrici e speciali, mentre la ditta GAETANO PAOLIN spa seguirà i lavori di adeguamento dell’impianto di climatizzazione.

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