Ciclo conferenze: Il cibo e le arti del XX e XXI secolo – EXMA Cagliari 17, 23 e 30 marzo

La mostra PLEXUS INTERNATIONAL Storage, allestita all’EXMA di Cagliari, è dedicata all’esperienza culturale di PLEXUS INTERNATIONAL (www.plexusinternational.org), cominciata a New York negli anni Ottanta, che ha creato e continua a creare connessioni culturali tra gli Stati Uniti, la Sardegna e Dakar, Roma, Amsterdam e l’Australia.

La mostra, aperta al pubblico a partire da venerdì 11 marzo, si propone, allo stesso tempo, come documentaria e artistica: luoghi, eventi e protagonisti vengono presentati attraverso scritti, foto e video, in un percorso che conduce alla Maison des Esclaves di Gorée-Dakar, luogo simbolo di PLEXUS, passando per Gavoi, in Barbagia, oltre che per Cagliari e per Carloforte, intersecando l’altrettanto importante snodo di Roma; ai documenti fanno riscontro gli oggetti artistici e le installazioni, le azioni e le performance.

Il progetto, a cura di Simona Campus, intende valorizzare la cooperazione della Sardegna in PLEXUS, anche nelle sue posizioni dialettiche e critiche, a partire dalle personalità artistiche di Gaetano Brundu (1936-2015) e Luigi Mazzarelli (1940-2006), figure di prim’ordine sul piano sia dell’innovazione creativa, sia della elaborazione teorica.

La mostra rimarrà aperta fino al 10 aprile.

Il titolo

Il titolo Plexus International Storage si riferisce esplicitamente allo spazio artistico attivo tra il 1991 e il 1992, nel Corso Vittorio Emanuele a Cagliari, nei locali dell’antica chiesa di San Francesco in Stampace, tra i resti di una tipografia che vi aveva precedentemente trovato sede; uno spazio coordinato da Gaetano Brundu, con l’obiettivo di conservare opere, documenti e materiali relativi alla storia di PLEXUS, mettendoli a disposizione degli studiosi e utilizzandoli per attività espositive.

Con il riferimento esplicito allo storage, la mostra intende valorizzare la cooperazione della Sardegna in PLEXUS, anche nelle sue posizioni dialettiche e critiche, a partire dalle personalità artistiche di Brundu e Luigi Mazzarelli, figure di prim’ordine sul piano sia dell’innovazione creativa, sia dell’elaborazione teorica, lo spessore culturale dei quali deve essere riconosciuto, in PLEXUS e al di là di PLEXUS, nel contesto che valica i confini regionali.

Parlare di storage suggerisce, inoltre, una ulteriore fondamentale questione: la necessità di pensare ad uno spazio futuro in cui possano raccogliersi in maniera permanente, conservare adeguatamente e fruire le opere e gli archivi documentari PLEXUS, oggi custoditi in differenti sedi dalla Plexus Internatonal Forum Onlus.

Cos’è PLEXUS?

PLEXUS non è un movimento, non è un’associazione.

È piuttosto un’esperienza, che da trent’anni coinvolge artisti e scienziati, mettendo in discussione il sistema culturale e sociale. E’ la ricerca di interazione tra arte e scienza, basata sui valori di partecipazione e cooperazione.

Cominciata a New York, negli anni Ottanta, per iniziativa di Sandro Dernini, l’esperienza PLEXUS ha creato e continua a creare connessioni culturali tra gli Stati Uniti, la Sardegna e Dakar, Roma, Amsterdam e l’Australia; ha lavorato sull’importanza della comunicazione e sull’idea di rete, assai prima della diffusione di Internet. Il concetto di network, di intreccio, è peraltro già nel nome PLEXUS, che proviene dall’ambito dell’anatomia, ma dà anche titolo ad uno dei romanzi della trilogia milleriana The Rosy Crucifixion (1949-1960).

PLEXUS è fondamentalmente un fenomeno, cose che accadono e persone che s’incontrano.

E’ un viaggio: attraverso differenti latitudini e nelle mitologie universali.

E’ una metamorfosi. Non a caso, tra le metafore che meglio rappresentano questa esperienza, questo fenomeno, questo viaggio, c’è la metafora del serpente; sfuggente, mutevole, che cambia pelle.

La mostra

La mostra PLEXUS INTERNATIONAL Storage, allestita all’EXMA di Cagliari, è dedicata all’ esperienza culturale di PLEXUS INTERNATIONAL (www.plexusinternational.org). Si propone, allo stesso tempo, come documentaria e artistica: luoghi, eventi e protagonisti vengono presentati attraverso scritti, foto e video, in un percorso che conduce alla Maison des Esclaves di Gorée-Dakar, luogo simbolo di PLEXUS, passando per Gavoi, in Barbagia, oltre che per Cagliari, e per Carloforte, intersecando l’altrettanto importante snodo di Roma. Ai documenti fanno riscontro gli oggetti artistici e le installazioni, le azioni e le performance.

L’allestimento stesso è concepito come momento performativo e work in progress: sarà suscettibile di modifiche, grazie agli apporti che interverranno durante l’opening e nel corso della mostra.

A partire da venerdì 11 e per le settimane successive potranno essere sistemate ulteriori materiali e opere nella Sala delle Volte.

Artisti, contributors e collezionisti che nel corso degli anni hanno incrociato a vario titolo l’esperienza di PLEXUS sono invitati a portare direttamente foto, documenti e oggetti che raccontino la storia della loro partecipazione a questa esperienza. Contributi che entreranno a far parte integrante della mostra.

Foto, documenti e oggetti potranno essere portati all’EXMA venerdì 11 a partire dalle ore 18 e, per le settimane successive, nelle giornate di martedì e giovedì dalle 9.30 alle 18.30.

Il programma

Per tutta la durata della mostra, sono previsti momenti di approfondimento dedicati ai grandi temi che PLEXUS affronta, tavole rotonde, interventi e dibattiti tenuti da studiosi di discipline umanistiche e uomini di scienza. La prima tavola rotonda, fissata per il giorno martedì 15 marzo alle ore 17, sarà dedicata al tema delle relazioni tra arte e scienza, coordinata da Franco Meloni, fisico e narratore. A seguire, i docenti dell’Università di Cagliari Ignazio Macchiarella (giovedì 17 marzo ore 17), Rita Pamela Ladogana (mercoledì 23 marzo ore 17) e Antioco Floris (mercoledì 30 marzo ore 17) affronteranno, in un ciclo di interventi, il tema del cibo nelle arti del ventesimo e ventunesimo secolo.

I giovani artisti

Nell’ottica di una cooperazione che sia anche intergenerazionale, all’evento Plexus International Storage si collega la call for artists PLEXUS anch’io, a cura di Alessandra Menesini, rivolta ai giovani creativi che vogliano accostarsi e partecipare a questa esperienza. Perché, naturalmente, il viaggio continua.

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