Disgelo, The gift… Teatro Golden

Lunedì 14 Marzo alle 21.00 andrà in scena al Teatro Golden di Roma Disgelo, The Gift, il nuovo spettacolo di danza contemporanea firmato da Enzo Celli per VIVO Ballet.

Disgelo, The Gift è il primo episodio del nuovo dittico Disgelo firmato da Enzo Celli per VIVO Ballet. Il progetto è composto appunto dal primo episodio The Gift (in programma a Roma il 14 Marzo 2016 al Teatro Golden) e dal secondo episodio Solàr (in programma a New York il 27 maggio 2016 allo Sheen Center nell’ambito del festival IDaCo – Italian Dance Connection).

Per il debutto romano del primo episodio VIVO Ballet porterà in scena un cast di 19 artisti che riunisce i componenti italiani e statunitensi della compagnia, insieme a selezionati allievi del programma internazionale di formazione con sede a Roma.

Il primo episodio (Disgelo, The Gift) indaga il concetto di Disgelo come “fenomeno” che si ripercuote su chiunque, e sulla ricettività dell’essere umano al disgelo interiore. Il secondo episodio (Disgelo, Solàr) indaga l’aspetto più intimo del concetto, analizzando le ripercussioni personali che scaturiscono dal disgelo interiore.

 

Disgelo

“Prendetevi il tempo per amare perché questo è il privilegio che Dio vi da. Prendetevi il tempo per essere amabili perché questo è il cammino della felicità. Prendetevi tempo per ridere, perché il sorriso è la musica dell’anima, prendetevi tempo per amare Dio e le persone che avete accanto a voi ogni giorno con molte tenerezza, perché là vita è troppo corta per essere egoisti. Tutti quanti si ritorna terra, ma c’è una  bella differenza che tipo di terra si ritorna: se terra disperata o terra innamorata”. Don Luigi Verdi

Disgelo è il nuovo dittico firmato da Enzo Celli per VIVO Ballet, un progetto che si compone di due episodi: The Gift (in programma a Roma il 14 Marzo 2016 al Teatro Golden) e Solàr (in programma a New York il 27 maggio 2016 nell’ambito del festival IDaCo – Italian Dance Connection).

Il primo episodio (Disgelo, The Gift) indaga il concetto di Disgelo come “fenomeno” che si ripercuote su chiunque, e sulla ricettività dell’essere umano al disgelo interiore. Il secondo episodio (Disgelo, Solàr) indaga l’aspetto più intimo del concetto, analizzando le ripercussioni personali che scaturiscono dal disgelo interiore.

Partendo dalla condizione che inesorabilmente precede il disgelo – la glaciazione – Enzo Celli traspone nella condizione umana la condizione di gelo dell’animo, soprattutto analizzando quelle sfumature che rendono l’individuo freddo all’altro. Spaventato dalla moderna domanda di aiuto dell’umanità, l’essere umano si rifugia spesso in una condizione di compiaciuto isolamento, di letargo, incurante che tale situazione porta soltanto all’inaridimento del cuore, celatamente in attesa che “qualcosa” irrompa per ricondurci alla condizione umana. Come il disgelo avviene per il riscaldamento dell’atmosfera, quindi per un fenomeno altro, così anche il disgelo dell’uomo può avvenire solo entrando in contatto con l’altro, con una “componente esterna” che ci invada del suo calore e della sua calda energia. Da qui s’indagano diverse capacità di relazione, che ci trasportano in momenti diversi a beneficiare del disgelo come anche ad essere “fautori del disgelo”

 

Enzo Celli

Enzo Celli è sicuramente uno dei coreografi Italiani più attivi all’estero, in particolare negli Stati Uniti dove ormai trascorre metà della sua vita, dopo aver ricevuto nel Giugno 2012 il “Visto per Capacità Straordinarie nel campo dell’Arte”, dal Dipartimento dell’Immigrazione degli Stati Uniti. La sua attività artistica, sia come coreografo che come insegnante, si è sviluppata particolarmente a New York. Si è accreditato nel panorama coreografico della danza contemporanea newyorchese, ricevendo consensi sia dal pubblico che dalla critica Americana. Nel 2013 Enzo Celli  è stato insieme ad Igal Perry, Ohad Naharin, Dwight Rhoden e Sidra Bell l’autore dello spettacolo del trentennale della Peridance Contemporary Dance Company diretta da Igal Perry. Seppure Celli abbia codificato un linguaggio strutturato nell’ambito della grammatica della danza contemporanea, è nell’uso di una “gestualità semplice” che tocca le punte tipiche di quella poetica che lo ha fatto tanto amare dal pubblico. Il lavoro di Enzo Celli, tutto incentrato sull’Uomo, si è da subito sviluppato verso la ricerca di una “poetica della danza” non comune, volta ad un Umanesimo che spesso lo ha portato trattare temi di carattere sociologico nelle sue opere.

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