Commemorazione 72° anniversario della deportazione fiorentina al monumento nel parco di Villa Vogel

Alla presenza del Gonfalone della Città di Firenze, insieme al sindaco di Mauthausen legato a Firenze da un patto di fratellanza, alla delegazione dell’Associazione Nazionale Ex Deportati, a 100 ragazzi delle terze medie della Barsanti e ad alcuni ragazzi profughi richiedenti asilo provenienti dal Mali e da altri paesi africani, il Quartiere 4 ha ricordato la deportazione fiorentina nei campi nazisti di concentramento e di sterminio.
“Abbiamo costruito un vero e proprio ponte tra ieri, oggi e domani. Prima nel parco di Villa Vogel poi nell’auditorium della scuola, con il sindaco di Mauthausen e i ragazzi della media Barsanti abbiamo ricordato – ha spiegato il presidente del quartiere 4 Mirko Dormentoni – quello che non sarebbe mai dovuto succedere ma che invece continua ad accadere in giro per il mondo. E abbiamo consegnato il nostro riconoscimento all’impegno civico “Il Quattrino” al Sindaco Thomas Punkenhofer perché quello che fa andando in giro per l’Europa è molto importante e niente affatto scontato (ci ha raccontato che ancora oggi una parte, per fortuna minoritaria della popolazione della sua cittadina, vorrebbe dimenticare). Una mattinata così non me la scorderò mai. Le testimonianze dei parenti dei deportati di ieri, quelle dei ragazzi profughi di oggi e le domande degli studenti rimarranno per me indimenticabili. Siamo convinti – continua il presidente Dormentoni – di aver lasciato negli studenti della Barsanti qualcosa di utile per il futuro, per un futuro migliore, con maggiore libertà, pace e lavoro, i tre valori per i quali scioperarono gli operai fiorentini che, per questa sola colpa, 72 anni fa furono portati nei campi di sterminio e, in gran parte, non fecero ritorno. Gli stessi obiettivi che hanno oggi i ragazzi del Mali scappati dalla guerra, dalle torture, dall’estremismo e dalla persecuzione politica”.
Il monumento posto nel parco di Villa Vogel, realizzato venti anni fa dagli studenti del liceo artistico e rinnovato con la targa scritta dagli studenti della Barsanti, ricorda gli 86 minorenni fiorentini che facevano parte di un gruppo più numeroso, composto da 330 persone tra operai e altri prigionieri politici, che erano stati rastrellati dai nazifascisti dopo gli scioperi del 1° marzo 1944 nelle stanze delle Leopoldine. Uomini e donne, lavoratori delle fabbriche fiorentine, che avevano scioperato per la difesa dei propri diritti. Furono involontarie esche per i loro cari che cercavano di avere notizie sullo stato di salute dei prigionieri, come accadde a Mario Piccioli, giovani che vennero catturati ed inviati sui carri bestiame. Solo una decina di essi fece ritorno a Firenze. La guerra entrò nelle case, tra le famiglie fiorentine. Domani, martedì 8 marzo, le istituzioni, i parenti dei deportati e gli esponenti dell’Aned partiranno da piazza Santa Maria Novella e faranno lo stesso corteo che fecero i deportati.

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