Alessandro Magnasco e i suoi capolavori in mostra a Genova

Mostra Magnasco GenovaDopo Parigi, Genova. Fino al 5 giugno le opere della maturità del grande pittore genovese Alessandro Magnasco si potranno ammirare a Palazzo Bianco, in un suggestivo allestimento curato da Pier Luigi Pizzi. La mostra è resa possibile dalla sinergia tra le strutture museali cittadine e la Galerie Canesso di Parigi. All’inaugurazione erano presenti il sindaco Marco Doria, Maurizio Canesso dell’omonima galleria parigina, Piero Boccardo direttore dei musei di Strada Nuova e Fausta Franchini Guelfi, la più importante studiosa dell’artista e curatrice scientifica della mostra.

“Mi piace sottolineare la vitalità delle istituzioni culturali del comune di Genova che stanno facendo molto, anche in un momento non semplice, per valorizzare il grande patrimonio storico e artistico della città e per mettere a frutto tutte le potenzialità di questo patrimonio”. Così il sindaco Marco Doria all’inaugurazione della mostra Alessandro Magnasco – gli anni della maturità. Nel fare gli onori di casa, Doria ha sottolineato le complessità che si mettono in campo nell’organizzare una mostra e, nel caso specifico, ha rimarcato la fruttuosa sinergia realizzata tra le strutture comunali e il pool di professionisti, specialisti della pittura di Magnasco, che li hanno affiancati in questo progetto, in particolar modo la Galerie Canesso di Parigi. All’inaugurazione di giovedì 25 febbraio era presente Maurizio Canesso che ha ribadito il forte interesse per la pittura genovese all’estero e la soddisfazione per l’esposizione allestita a Palazzo Bianco: “Genova è una città che ha grandi potenzialità, molti musei e tanta voglia di fare”.

Proprio grazie alla collaborazione eccezionale fra la Galerie Canesso di Parigi e i Musei di Strada Nuova di Genova, città natale dell’artista, è stato possibile realizzare  l’esposizione che raduna oltre venti opere di Alessandro Magnasco (1667 – 1745), provenienti da raccolte pubbliche e private italiane e straniere. La mostra è centrata sulle opere più belle della produzione tarda di uno dei pittori italiani che, per le sue scelte artistiche decisamente anticonformiste, risulta tra i più interessanti e importanti del suo tempo anche perché ha precorso aspetti della pittura a lui successiva.

A illustrare ai presenti all’inaugurazione la produzione matura di Alessandro Magnasco è stata ieri una guida d’eccezione, Fausta Franchini Guelfi, la più importante studiosa dell’artista. A lei è stata affidata la curatela scientifica dell’iniziativa, affiancata da un comitato scientifico composto anche da Piero Boccardo, direttore dei Musei di Strada Nuova, e da Maurizio Canesso e Véronique Damian della Galerie Canesso.
La mostra, che ha inaugurato alla Galerie Canesso a Parigi il 24 novembre 2015, resterà a Genova, ai Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco, fino al 5 giugno 2016, arricchita di due importanti opere, che a Parigi non erano state prestate, e di uno specifico allestimento curato dal maestro Pier Luigi Pizzi.

Le collezioni civiche genovesi concorrono all’esposizione con quattro loro opere, tra le quali Il pittor pitocco del Museo Giannettino Luxoro e, soprattutto, il celeberrimo Trattenimento in un giardino di Albaro, considerato il capolavoro assoluto dell’artista, che invece appartiene alle collezioni dei Musei di Strada Nuova.

Con l’arrivo del dipinto del Palazzo Reale di Pisa e di quello del Musée du Louvre di Parigi (in deposito perpetuo al MAHJ, Musée d’art et d’histoire du Judaïsme), l’edizione genovese della mostra comprende 23 capolavori dell’artista: i due prestiti che si aggiungono risultano di particolare importanza dato che permettono di ricomporre due coppie di opere en pendant – Sant’Agostino e l’angelo e Sant’Antonio da Padova predica ai pesci; Offerta a Plutone e Funerale ebraico – che la storia del collezionismo ha diviso, sicché questa sarà l’unica occasione per rivederle insieme.

La necessità di fare rete con il collezionismo privato e la ricca offerta di mostre e iniziative che accolgono i turisti a Genova sono aspetti richiamati anche da Carla Sibilla, assessore alla cultura e al turismo. “Questa mostra è importante non solo perché permette di ammirare e approfondire le eccezionali opere di un artista genovese decisamente innovativo e anticonformista – sottolinea Carla Sibilla – ma anche perché testimonia il costante impegno del Comune di Genova nel trovare nuovi partner e fare rete con le realtà del collezionismo privato non soltanto italiano. Alessandro Magnasco, gli anni della maturità si inserisce in un’offerta molto ricca di mostre ed eventi culturali che renderanno, in primavera, la città ancor più attrattiva e interessante per genovesi e turisti”.

L’allestimento del maestro Pizzi, scenografo e regista ben conosciuto anche per memorabili messe in scena di mostre (Seicento al Grand Palais a Parigi; Le arti a Napoli al Museo di Capodimonte a Napoli; Magnificenza dei Medici a Palazzo Pitti a Firenze; El Siglo de los Genoveses al Palazzo Ducale di Genova), è reso possibile dalla generosità della Galerie Canesso, e intende esaltare, in particolare per ciò che riguarda la luce, le opere di un artista che ha giocato molta della sua pittura sul contrasto tra pennellate luminose di colore e cupi sfondi: una sorta di parafrasi visiva del passaggio fra l’Età Barocca e il Secolo dei Lumi.
Artista dall’opera originale, Alessandro Magnasco è stato riscoperto all’inizio del XX secolo ed è considerato, per certi versi, un precursore di Goya (1746 – 1828), degli Espressionisti e uno dei padri del gusto per il fantastico ed il macabro. In ogni caso, la sua opera ricca e variata non si può definire solo attraverso queste caratteristiche.

La produzione dell’artista impressiona sia dal punto di vista del linguaggio pittorico estremamente personale che da quello dei soggetti, che solo lui affronta in Europa fra XVII e XVIII secolo. Le sue composizioni, percorse da piccole figure in movimento, ci portano verso l’arte di Francesco Guardi (1712 – 1793) e dei veneziani del Settecento; il suo testamento artistico, “Il trattenimento in un giardino di Albaro” (Genova, Musei di Strada Nuova, Palazzo Bianco) appare come un’eco delle poetiche composizioni di Antoine Watteau (1684-1721) e restituisce un’immagine suggestiva dell’aristocrazia genovese del Settecento.

La Galerie Canesso (www.canesso.com), attiva dal 1980 nel settore della pittura antica italiana, organizza mostre dedicate a opere eseguite fra il XV e il XVIII secolo da artisti italiani, o stranieri che abbiano risieduto in Italia. La Galerie Canesso collabora con i Musei per incrementare le loro collezioni e per dei progetti culturali e di esposizione. La galleria ha pubblicato 25 cataloghi scientifici specificamente dedicati alla riscoperta di artisti di rilievo del rinascimento e barocco italiano. Per la pittura genovese la Galerie Canesso ha riunito nel 2003 un gruppo di dieci dipinti di Cambiaso, esposti in seguito alla mostra monografica sull’artista tra Genova e Austin (2006-2007); nel 2005 ha esposto un gruppo di dipinti dei maggiori pittori genovesi.

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