Parma, Diritto allo Studio Universitario

Si è parlato di diritto allo studio all’incontro promosso dall’Università nel plesso di San Francesco, a cui hanno partecipato il sindaco Federico Pizzarotti e la vice sindaco Nicoletta Paci, e che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale, competente in materia, Patrizio Bianchi, del rettore Loris Borghi, del direttore di Er.Go, ente per il diritto allo studio universitario della Regione Emilia – Romagna, Patrizia Mondin, di Carlo Quintelli pro rettore con delega all’edilizia, e di Alberto Spagnoli in rappresentanza di Efsa. L’assessore regionale Patrizio Bianchi ha parlato di diritto allo studio facendo riferimento a fondi che la Regione stanzia per garantirlo sotto diverse forme: borse di studio, residenze per studenti e servizi aggiuntivi. L’Emilia Romagna, grazie ad Er.Go, è la Regione che riesce a dare il 100 % risposte agli studenti richiedenti, con fondi pari a circa 65 milioni di euro per l’anno accademico 2015 – 2016. Bianchi ha parlato di didattica e di ricerca e si è soffermato sulle residenze per studenti come luoghi con dimensione formativa e comunitaria. Il pomeriggio ha preso avvio, non a caso, con la visitadella struttura dell’ex carcere di San Francesco, al centro di un importante progetto di riqualificazione da parte dell’Ateneo: è stato il pro rettore Carlo Quintelli a illustrarlo. L’obiettivo, con il recupero dell’ex carcere che andrà ad aggiungersi ai numerosi interventi già realizzati nel plesso, è quello di dotare la città di un significativo nuovo polo universitario in centro storico: un nuovo campus in centro città, all’interno della Mastercampus Strategy. Il piano di recupero del carcere adiacente al convento di San Francesco, progettato da Nicola Bettoli nell’ambito delle grandi strutture urbane volute da Maria Luigia all’inizio dell’Ottocento, costituisce un obiettivo di rilievo nella strategia di sviluppo Mastercampus voluta dall’Ateneo. Per molteplici ragioni. Innanzitutto riguardo all’intenzione dicreare nel complesso di San Francesco un vero e proprio centro di residenza per studenti, ricercatori, docenti in particolare di provenienza internazionale, così completando la dotazione della Erasmus Home inaugurata nel 2014. Ma in generale il rafforzamento dei servizi di ospitalità si accompagnerebbe alle attività già presenti di servizio amministrativo e logistico, di attività didattica per Giurisprudenza, di relazione con il plesso di borgo Carissimi e di complementarità con la Casa della Musica. In poche parole, come si diceva, un vero e proprio grande polo della presenza universitaria nel centro storico, fortemente integrato con la vita della città. L’intervento sull’ex carcere prevede il recupero di oltre 6.000 mq con la possibilità di realizzo nelle celle di 87 camere e due alloggi, oltre a spazi di servizio interni ed esterni a verde ad uso collettivo. Una distribuzione di spazi particolarmente idonea al recupero residenziale. Il progetto si avvale inoltre della consistenza anche materiale dell’edificio, realizzato attraverso strutture murarie di straordinaria qualità costruttiva. Il progetto di recupero acquisisce inoltre il valore aggiunto del recupero alla pubblica fruizione di un bene storico monumentale tra i meglio conservati in Italia, testimonianza di una tipologia architettonica innovativa, allora d’avanguardia, di evoluzione degli standard della condizione detentiva. Con il recupero dell’ex carcere e di altre parti del complesso in programmazione, l’intero plesso di San Francesco potrebbe essere riconsegnato all’uso pubblico nell’arco di alcuni anni.

La direttrice di Er.Go, Patrizia Mondin, ha illustrato i dati dell’ultimo quinquennio relativi all’attività svolta dall’ente regionale che si occupa di diritto allo studio universitario: in tema di servizi per l’accoglienza sono stati garantiti mille posti letto in più su tutto il territorio; in tema di residenze si va verso strutture nuove in cui sarà accentuata la dimensione di comunitaria; per la ristorazione è in corso un progetto che prevede la realizzazione di un nuovo modello di servizio per la pausa pranzo degli studenti con spazi dedicati nei dipartimenti. Inoltre altre misure compensative sono state attuate per studenti in difficoltà. Inoltre sono stati potenziati nuovi canali di comunicazione per rendere più agevole l’accessibilità al diritto allo studio con pagina Facebook dedicata. Numerosi sono stati gli interventi degli studenti per approfondire il tema.

9 su 10 da parte di 34 recensori Parma, Diritto allo Studio Universitario Parma, Diritto allo Studio Universitario ultima modifica: 2016-02-15T00:53:26+00:00 da Redazione
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