Città soffocate e avvolte dallo smog

 Anche il 2015 per l’aria respirata nei centri urbani è stato un anno da “codice rosso”, segnato da un’emergenza smog sempre più cronica. A conferma di ciò arrivano i dati scientifici di Mal’aria di città 2016, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane.

Delle 90 città monitorate dall’associazione ambientalista nella campagna PM10 ti tengo d’occhio, i due capoluoghi rientrano sempre nei limiti di legge (35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo), mentre mancano i dati relativi alle concentrazioni di PM2,5, inquinante ancora più pericoloso, poiché non rilevati dalle centraline dell’ARPAB. Tuttavia la Basilicata non può considerarsi del tutto un’isola felice, se si guarda soprattutto al dato sull’ozono (calcolato sulla media del numero di giorni di superamento della media mobile sulle 8 ore di 120 μg/m3 registrato da tutte le centraline presenti sul territorio comunale (limite massimo consentito 25 giorni di superamento/anno) e che a Matera è pari a 39 giorni di superamento e all’essenza di piani di risanamento acustico, previsto dalla legge quadro 447/95 in caso di superamento dei valori di attenzione individuati dal DPCM 14/11/97 o nell’individuazione di aree critiche.

Nel 2014 il piano risulta approvato da 65 città concentrate però principalmente al nord. Ben 45 di queste si trovano in Toscana e 8 in Emilia- Romagna, le restanti sono distribuite tra Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Marche, Puglia e la provincia autonoma di Trento.

Per Legambiente per contrastare in maniera efficace l’inquinamento atmosferico, è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi l’Italia continua ad avere il record per numero di auto per abitante: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti della città di Roma o ai 67 di Catania, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra. Potenza detiene ancora il primato di 72 automobili ogni 100 abitanti.

Per l’associazione ambientalista è perciò indispensabile una strategia nazionale per la qualità dell’aria e un piano per la mobilità in città, accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti a scala locale e urbana, per pianificare le giuste politiche di intervento.

“E’ urgente quindi che anche le nostre amministrazioni comunali – afferma Legambiente Basilicata – si attivino per definire subito le politiche di mobilità sostenibile da attuare (mettere in campo) da oggi ai prossimi anni, replicando e rafforzando buone pratiche già avviate come il Pedibus per gli spostamenti casa/scuola e il gruppo d’acquisto di biciclette elettriche e le azioni di sensibilizzazione messe in campo dai circoli di Legambiente sul territorio”.

“L’emergenza smog – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – difficilmente si potrà risolvere con interventi sporadici che di solito le amministrazioni propongono in fase d’emergenza tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis, come avviene attualmente in gran parte delle città italiane, e senza nessuna politica concreta e lungimirante. Per uscire dalla morsa dell’inquinamento è fondamentale che il Governo assuma un ruolo guida facendo scelte e interventi coraggiosi, mettendo al centro le aree urbane e la mobilità sostenibile, impegnandosi per approvare a livello europeo, normative stringenti e vincolanti, abbandonando una volta per tutte le fonti fossili e replicando quelle esperienze anti-smog virtuose messe già in atto in molti comuni italiani in termini di mobilità sostenibile, efficienza energetica e verde urbano”.

“Il protocollo firmato lo scorso 30 dicembre – continua Muroni – tra ministero dell’ambiente, rappresentanti di comuni e regioni, non è stato all’altezza del problema e il rischio è che si rincorra sempre l’emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata. Per questo è urgente e indispensabile che l’Italia adotti un piano nazionale per la mobilità urbana, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e declinabili. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle città, dove si svolge la sfida più importante in termini di rigenerazione urbana e di vivibilità”.

Proposte – Tra le altre proposte che Legambiente rilancia a Governo, Regioni e amministrazioni locali, per liberare le città dallo smog e renderle più vivibili ci sono: quella di incrementare il trasporto su ferro con 1000 treni per i pendolari; incentivare la mobilità sostenibile attraverso, 100 strade per la ciclabilità urbana, realizzando un primo pacchetto di nuove corsie ciclabili all’interno dell’area urbana. Limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi.

Ed ancora prevedere, con una disposizione nazionale, l’estensione del modello dell’Area C milanese a tutte le grandi città con una differente politica tariffaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all’efficientamento del trasporto pubblico locale. Fermare i sussidi all’autotrasporto per migliorare il TPL. (Nella legge di stabilità 2016 i sussidi all’autotrasporto sono 3miliardi di esonero sull’accisa e 250milioni di sconti su pedaggi autostradali). Vietare l’uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Ridurre l’inquinamento industriale applicando autorizzazioni integrate ambientali (AIA) stringenti e rendere il sistema del controllo pubblico più efficace con l’approvazione della legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno. Infine servono nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto.