Presentato lo studio sugli extra costi del Comune di Venezia

“Noi non chiediamo un euro in più di quello che ci spetta, ma vogliamo riconosciuti i nostri diritti. Venezia è una città speciale, e questo il Governo deve comprenderlo bene”. E’ molto fermo il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, nel commentare i dati sugli extra costi della città lagunare, presentando, a Ca’ Farsetti, l’analisi del Centro Studi Sintesi che evidenzia, oltre ai minori fondi di Legge Speciale assegnati (-1.250 milioni di euro in dieci anni), la perdita di ben 74 milioni di euro, tra il 2010 e il 2015, per i tagli lineari delle manovre nazionali. Venezia, dimostra lo studio, è infatti la città più colpita dai tagli, con il 77% in meno di trasferimenti rispetto al 2010.

Una situazione, questa, che stride con la specialità quotidiana della città d’acqua, che abbisogna invece – come hanno commentato l’assessore comunale al Bilancio Michele Zuin e il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini – di servizi pubblici che costano molto di più rispetto alle altre città a causa dell’insularità e del fattore acqua. L’analisi del Centro Studi Sintesi, presentata da Catia Ventura, evidenzia infatti una grande differenza tra le spese della città insulare e quelle della terraferma. Alla stima del fabbisogno annuo del Comune di Venezia per quanto riguarda la Legge Speciale, che ammonta a 120 milioni di euro che il Governo non trasferisce ormai da anni nelle casse del Comune, lo studio ha evidenziato che Venezia è la città più colpita in Italia dai tagli lineare nazionali, con il 77% in meno di trasferimenti rispetto al 2010 e una perdita netta di ben 74 milioni di euro. Tutto questo, considerando invece che gli extra costi – come evidenzia lo studio – ammontano a 41 milioni di euro che la città d’acqua spende annualmente in più per la sua specialità quotidiana.

“Ci siamo letti la legge di stabilità; abbiamo presentato lo studio al Governo; abbiamo chiesto per due volte la riunione del Comitatone, ma al momento non abbiamo ricevuto risposta – ha ricordato Brugnaro. “Abbiamo parlato con tutti, trovando nei parlamentari di ogni schieramento politico ampia disponibilità, ma dal Governo nulla, a parte l’interessamento del ministro Alfano che ci ha inviato cento uomini a tutela della sicurezza. Ma io – ha continuato – ho un impegno con i cittadini, che va al di là dei partiti e della fazioni politiche: un impegno di trasparenza che dimostra come le cifre che oggi presentiamo evidenziano che a Venezia non è riconosciuta la sua specialità, il suo essere città unica al mondo”. Il sindaco ha poi ricordato come nella finanziaria siano stati assegnati 12 milioni di euro al Casinò di Campione: “Nulla invece per quello di Venezia, dove il Comune ha dovuto trasferire oltre 5 milioni per la sua gestione. Nè risposta abbiamo avuto per la nostra richiesta di gestire il Mose, dopo l’eliminazione del Magistrato alle Acque; né, tanto meno, per   incrementare le sanzioni a chi non denuncia i turisti quando affitta gli appartamenti”.

“La legge di stabilità ci ha assegnato 5 milioni di euro, e io ringrazio per questo, ma ciò non basta. Questa situazione – ha concluso il sindaco – non può più continuare. Non è una questione né di destra né di sinistra. Qui è un problema non solo nazionale, ma che coinvolge anche il mondo, proprio in ragione del fatto che Venezia è città patrimonio mondiale. Se non riceveremo risposte concrete, dovremo prepararci ad una grande mobilitazione cittadina, poiché tutti devono capire che se non riparte Venezia non riparte l’Italia. I veneziani sono cittadini con la c maiuscola e Venezia è una città che non si arrenderà mai”.

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