A Modena possibile ammirare il Ritratto del cardinale Ludovico Ludovisi

Ai Musei civici di Modena, a Palazzo dei Musei in largo Sant’Agostino, è ora possibile, nell’ambito della mostra “Alessandro Tassoni. Spirito bisquadro”, ammirare il “Ritratto del cardinale Ludovico Ludovisi” eseguito dal pittore Ottavio Leoni nel 1621 circa. Il pregiato olio su tela di grandi dimensioni (cm 200 x 112) è giunto a Modena, prestato dal Museo della Città di Roma.

L’opera è esposta nella sezione della mostra intitolata “Amici e protettori” che delinea i rapporti di Tassoni con gli ambienti di punta della penisola italiana in particolare con la corte romana. Nel 1632, alla morte del cardinale Ludovico Ludovisi, che Tassoni aveva servito con soddisfazione fin dal 1625 come “uomo di lettere”, l’intellettuale modenese tracciava un amaro consuntivo dei tanti anni trascorsi a Roma alle dipendenze di quattro influenti cardinali. Col cardinale Ascanio Colonna, del quale era divenuto segretario nel 1599, seguendolo in Spagna, i rapporti si erano interrotti bruscamente nel 1603. Altrettanto negativi si erano rivelati gli anni di servizio (1618-1621) presso il cardinale Maurizio, figlio del duca Carlo Emanuele di Savoia. Generosa fu invece la protezione che gli concesse il cardinale Bartolomeo Cesi, che gli fece conoscere il nipote Federico, fondatore dei Lincei. Tassoni era certo più a suo agio nelle Accademie che nelle corti: apparteneva alla Crusca già dal 1589 e nel 1603 entrò a far parte dell’Accademia degli Umoristi, dove incontrò, fra gli altri, Giovan Battista Marino e Cassiano del Pozzo. Tassoni trascorse gli ultimi tre anni della vita nel castello estense di Modena, situato là dove ora sorge il Palazzo Ducale, come gentiluomo di belle lettere del suo “principe naturale”, il duca Francesco I d’Este.

Ludovico Ludovisi, ritratto nel dipinto di Leoni, fu nominato cardinale nel 1621. Celebre collezionista e mecenate riunì una ricca raccolta di quadri nella sua villa, oggi Casino Ludovisi, dove si trova l’unico dipinto murale di Caravaggio.

Il quadro si inserisce pienamente nel tradizionale filone di ritratti cardinalizi eseguiti in stretta prossimità dell’elezione, in cui l’attenzione viene concentrata sull’effigie del porporato, in particolare sul volto. Nella riga inferiore della lettera che il Cardinale tiene nella mano destra appare la firma del pittore, di cui è nota l’attività di ritrattista nell’entourage politico e culturale romano dei primi decenni del Seicento. Ottavio Leoni divenne famoso nell’ambiente romano per i suoi celebri ritratti eseguiti dal vero a carboncino e sanguigna. Di questi l’esempio più celebre è il ritratto di Caravaggio, conservato alla Biblioteca Marucelliana di Firenze.

La mostra “Alessandro Tassoni. Spirito bisquadro” è visitabile gratuitamente da martedì a venerdì dalle 9 alle 12; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; lunedì chiuso. Le aperture nel periodo delle festività: 31 dicembre 10 – 13; 1 gennaio 16 – 19; 6 gennaio 10 – 13 e 16 – 19.

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