Genova, a Palazzo Reale duecento reperti archeologici mai esposti prima

Dalla preistoria al medioevo fino all’età industriale, passando per il rinascimento e l’età napoleonica, i reperti in mostra offrono preziosi spunti per il dibattito sulla vita quotidiana in Liguria attraverso i secoli. Perché, come ha detto il soprintendente Vincenzo Tiné nel corso della presentazione “archeologia ormai è quasi tutto, non solo la preistoria e l’età classica, ma tutto ciò che è il risultato di un’indagine nel sottosuolo”. L’archeologia con le dirette testimonianze materiali del passato riesce, infatti, a dare risposte a quesiti sulle forme dell’abitare e sui modi della produzione che spesso sfuggono alla storia ufficiale.

“Credo che questa mostra sarà anche un’ottima opportunità per i nostri concittadini, e non solo per i turisti che verranno a Palazzo Reale, uno stimolo aggiuntivo per andare a conoscere qualcosa di più del proprio territorio – ha detto l’assessore alla cultura Carla Sibilla – ed è per questo che insieme al soprintendente Tiné coltiviamo il sogno di un ‘museo della città’ che, a partire dalle concretezze archeologiche del nostro territorio e del nostro mare, faccia conoscere la storia della città. Sono particolarmente lieta anche del fatto che, in coincidenza con l’apertura della mostra, sarà possibile fruire di un itinerario archeologico genovese, che condurrà cittadini e turisti alla scoperta di monumenti finora inaccessibili della nostra città”.

Archeologia delle città, archeologia dei porti, archeologia del quotidiano e archeologia del rituale sono le quattro sezioni in cui è suddivisa l’esposizione – realizzata dalla Soprintendenza Archeologia della Liguria in collaborazione con la Regione Liguria, il Comune di Genova e il Museo di Palazzo Reale – che punta l’attenzione sugli straordinari ritrovamenti effettuati sul territorio regionale in quindici anni di attività dal 2000 al 2015.

“Con oltre duecento pezzi in esposizione la Soprintendenza Archeologia della Liguria – ha spiegato il Soprintendente – presenta i principali risultati della ricerca archeologica nel territorio, dimostrandone, anche in quei casi dove gli scavi hanno comportato  disagi e ritardi alle opere pubbliche a cui erano collegati, l’utilità fondamentale per accedere ad alcune grandi problematiche storiche della Liguria antica, medievale e moderna. Il primo quindicennio del nuovo secolo ha segnato un deciso passo avanti delle conoscenze archeologiche in Italia, grazie all’introduzione di norme fondamentali, come quella sulla cosiddetta “archeologia preventiva”, che ha enormemente ampliato le possibilità di interventi stratigrafici a larga scala. In Liguria questo nuovo corso dell’archeologia pubblica si è tradotto in una serie di importanti scoperte, che interessano tutto il territorio regionale: da Ventimiglia a Luni, i due grandi capoluoghi di età romana che ancora oggi presidiano i suoi confini. Particolare rilievo è stato dato in mostra a tematiche di importante interesse storico e sociale, come i grandi cantieri di archeologia urbana e le indagini sottomarine condotte dal Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza”.

Alla presentazione di “Storie dalla Terra e dal mare – Archeologia in Liguria 2000-2015”, oltre a carla Sibilla e Vincenzo Tinè, sono intervenuti Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Reale, Elisabetta Piccioni, Segretario Generale MIBACT per la Liguria, Luca Rinaldi, Soprintendente Belle Arti e Paesaggio della Liguria e il Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Genova Antonio Quarta.

“Trovo particolarmente significativo – ha affermato Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Reale e del Polo Museale della Liguria – che la prima esposizione ospitata presso il Teatro del Falcone, il cuore espositivo del museo autonomo di Palazzo Reale di recente istituzione,  abbia come focus la valorizzazione del patrimonio della  regione e sottolinei con forza l’importanza dell’azione di studio e tutela del nostro Ministero. Questo perché sono profondamente convinta che l’opera di valorizzazione a cui sono chiamati i musei autonomi non debba essere autoreferenziale, ma ampliarsi all’intero campo di azione del Ministero, un lavoro continuo, incessante e capace a beneficio del nostro patrimonio culturale. Il museo di Palazzo Reale ospita questa esposizione alla fine di un anno di grande attività che, sotto la guida di Luca Leoncini, ha visto aumentare il proprio pubblico di oltre 15.000 visitatori, un grande incoraggiamento per il futuro e di stimolo a costruire un calendario ancora più nutrito di manifestazioni e iniziative di interpretazioni del patrimonio.”

“Grazie allo straordinario lavoro compiuto dalla Soprintendenza – ha concluso  l’assessore Sibilla – l’offerta turistica della città si arricchisce di un tassello di notevole valore e accende i riflettori su Palazzo Reale, un gioiello del patrimonio artistico e architettonico della città”.

Storie dalla Terra e dal Mare – Archeologia in Liguria 2000-2015 sarà aperta al pubblico fino al 28 marzo 2016 presso il Teatro Falcone, Museo di Palazzo Reale, Via Balbi, 10 Genova.
Orario di apertura: Dal martedì al sabato 10:30-17:30; domenica 14-19. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito.

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