A colloquio con Dio

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A colloquio con Dio

Di Vincenzo Calafiore
24 novembre 2105- Udine

“ In questa mia senilità un po’ decadente, un po’ da belle epoque mi avvio pian piano, come un legno alla deriva a un tempo di sempre meno. Senza più priorità o le necessità di una volta, ma c’è un tempo nuovo, il tempo dell’anima, della resurrezione spirituale, la preparazione alla morte, un viaggio verso un altrove lontano da cui certo non farò ritorno; e restano di me forse per poco solo che i ricordi e un verbo: c’era! “

Non è mio desiderio, né compito, parlare di religione, anche perché non sono un teologo, ma neanche un catechista, ma un semplice imperfetto, un ignorante.
Mi piacerebbe però raccontare la mia religione, il mio credo, del mio rapportarmi con lui, il mio amico -sentibile- come io lo appello spesse volte al giorno.
Parlare di religione è ardua cosa, tanto non si verrebbe a capo di niente ma la religione stessa è causa di conflitti e di infinite discussioni senza nulla concludere; comunque sia per la religione e in nome suo sono stati commessi e si commettono tutt’ora atti di violenza, guerre, assassinii, e sono sicuro che questo Dio che regna su tutto e su tutti, chiamato con nomi diversi, non abbia mai chiesto sacrifici umani anche se nella storia dell’uomo ci sono stati, né tanto meno di uccidere in suo nome.
Queste sono bestialità degli uomini.
A lui devi solamente crederci con la tua fede, quella che ti viene dal cuore e non perché professata da altri.
Devi credere a lui che in nome suo sono state erette le più belle Moschee, le più belle chiese e cattedrali, templi, luoghi sacri ove potersi ritrovare a colloquio con il proprio Dio, lo stesso Dio di nomi diversi per l’umanità intera.
Mi ricordo e lo amo ancora adesso in questa mia età strana, di “Marcellino Pane e Vino” un film che mi fece piangere e capire che c’era un’altra strada per raggiungere Dio, per parlare con Dio e forse questa mia maniera di credere o di essere cristiano penso giunga da lì da Marcellino.
Ma c’è un altro Pastore che una sera da un balcone affacciato sulla piazza più bella del mondo salutò l’umanità intera con un: Buonasera a voi ! Il Papa Francesco, il “ Marcellino” odierno che mi avvicina sempre più con la sua spontaneità, con la sua maniera a Dio.
Non sono mai stato assiduo nella frequentazioni della chiesa, e raramente la domenica sono andato a messa, tranne il Santo Natale.
Un tempo lontano ho visto dei film dedicati a Dio, Gesù, Jesus e devo dire che sono rimasto male, malissimo, provando pure dolore nel vedere come sia stato martoriato quel giovane o uomo che fosse stato, ancora adesso quando immagino il dolore di chiodi che entrano nelle mani e nei piedi, una morte orribile, orrenda, ma ricordo Primo Levi di < Se questo è un uomo> mi fa ricordare che la bestia umana non è mai sazia di sangue, è questa è una verità!
Oggi, in questo modernissimo odierno uomini sono stati martoriati con la crocifissione, bruciati nelle gabbie, falciati dalle mitraglie, da altri uomini che uccidono in nome di Dio. Dov’è il significato di questi atti? Se non il solo desiderio di saziare ovunque e comunque ammazzare e di fare scorrere sangue innocente solamente perché siamo divisi in cristiani,musulmani, divisioni e distinzioni che non servono a nulla.
Ovunque nel mondo ancora oggi purtroppo in nome di Dio si uccide, forse per nascondere le vere motivazioni che si possono solo immaginare: denaro e potere! La divinità o le divinità non c’entrano.
Succede in me di sentire la necessità di avere un colloquio con Dio e quindi vado in chiesa, non la domenica, ma nel corso dei giorni, quando la sua casa è vuota; mi piace quel silenzio e quella pace, mi siedo e mi rivolgo a lui come ad un amico, parlo con lui, gli rappresento i miei problemi, le mie paure, le ansie.
C’è solo silenzio e pace interiore in me, all’uscita dalla chiesa mi sento diverso.
C’è stato un tempo in cui bestemmiavo molto, lo facevo quasi senza accorge mene, ed era diventato per me una bruttissima abitudine, intanto erano trascorsi molti mesi dall’ultima volta che ero andato a trovare lui, il mio amico. Ci sono tornato e sono rimasto con lui più di un’ora, ricordo di avergli chiesto ad aiutarmi a non offenderlo più; la cosa strana e meravigliosa è stata che dopo quel colloquio io a distanza di pochi giorni non ho più bestemmiato … questo è per me un miracolo davvero, ma potrei elencare altre cose che si sono verificate a distanza di tempo.
Con questo esempio vorrei dire che se non si ha fiducia in Dio, se non si dicono quelle due preghiere che recitiamo sin da bambini prima di addormentarsi e che io ancora oggi ogni sera faccio; se non si ringrazia Dio di averci donato un altro giorno da vivere, come pretendere di andare avanti senza il suo appoggio, senza la sua presenza, senza i suoi doni …? E non sono pochi.
Spesso vado d’estate in bicicletta e in inverno a piedi nella “ casa dei passeri” come io l’ho battezzata. E’ una chiesetta sperduta in mezzo ai campi, in forma quadrata piccolissima, è spoglia di tutto, e c’è solo un vecchio crocefisso non ci sono sedie, ma due grosse pietre su cui poggiarsi e pregare. Ogni volta mi pare d’essere nella più grande chiesa del mondo dedicata a Gesù!
Pensaci zero e vai da lui, affidati alla sua Misericordia, almeno provaci.

9 su 10 da parte di 34 recensori A colloquio con Dio A colloquio con Dio ultima modifica: 2015-11-24T14:42:48+00:00 da Vincenzo Calafiore
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