Forum Brand Milano, consolidare l’immagine della città nel dopo Expo

Si è svolto il secondo Forum Brand Milano dedicato al tema di come consolidare l’immagine nazionale e internazionale della città dopo Expo attorno ad un orientamento condiviso tra istituzioni, imprese e società in materia di attrazione globale. “A Palazzo Marino, tante energie positive della città si sono ritrovate per parlare della Milano che vogliamo, della sua identità e del messaggio che deve essere associato all’immagine della città. Milano – ha affermato il sindaco Giuliano Pisapia – significa libertà, libertà di essere se stessi. Un valore che la nostra città tiene alto attraverso la cultura, la creatività, la spinta a creare e la tolleranza”.

In apertura dei lavori – che sono stati condotti dal presidente del Comitato Brand Milano Stefano Rolando – è stato presentato dalla ricercatrice Chiara Ferrari un nuovo rapporto di ricerca realizzato dall’Istituto Ipsos, proprio sull’immagine di Milano presso i cittadini milanesi (1000 interviste), i cittadini italiani (1000 interviste) e campioni nazionali in dieci realtà internazionali (4000 interviste). Appare in evidenza una Milano più globale (e negli accadimenti tragici di questi giorni si può dire, dopo Expo, che l’opinione pubblica colloca la città in una percezione più “sicura” di altre città occidentali); una Milano più “portale” della filiera nazionale; una Milano in cui i caratteri dell’economia immateriale e creativa crescono anche nella percezione esterna. Appare anche nella percezione dell’opinione pubblica sondata una città che ha alzato l’asticella delle sue sfide (tanto nel caso del destino dell’area Expo quanto per la costruzione della città metropolitana) su cui c’è favore ma anche timori  nell’opinione pubblica interna e nazionale circa il fatto che si “riuscirà a dare adeguato seguito”.

Introducendo la discussione l’assessore comunale al Turismo e al marketing territoriale Franco D’Alfonso ha detto che “dopo Expo Milano affronta un tema trasversale: creare nuove condizioni di sviluppo partendo da una narrativa del territorio capace di interpretare i cambiamenti e capace di produrre azioni mirate. Non solo in materia di turismo ma anche rispetto a ciò che – materiale o immateriale che sia – il mondo sente di voler e poter condividere con Milano”.

Il presidente della Triennale di Milano Claudio De Albertis ha ricordato che “vi è una evidente esigenza della città, così come lo è di tutte le realtà urbane nel mondo che si fanno metropoli, quella di coordinare l’azione promozionale e di racconto, promuovere un’agenda degli eventi al di là delle pur grandi occasioni (una sorta di “Expo in città” permanente), avere una visione condivisa del mutamento della realtà e degli obiettivi che ci uniscono”.

Sono intervenuti nei vari gruppi tematici (turismo, cultura, innovazione, servizi alla città, connessioni internazionali) la vicesindaco Francesca Balzani e gli assessori Filippo Del Corno, Pierfrancesco Maran e Cristina Tajani, Eugenio Comincini, vicesindaco della città metropolitana e rappresentanti di Assolombarda (il vicepresidente Antonio Calabrò), della Camera di Commercio (il vicepresidente Alberto Meomartini), di Fondazione Altagamma (il presidente Andrea Illy) nonché di realtà importanti nella reputazione internazionale di Milano (il sovrintendente del Teatro alla Scala Alexander Pereira, l’a.d. del gruppo Rinascente Alberto Baldan e il direttore della Pinacoteca di Brera  James Bradburne), il direttore generale di Fondazione Fiera Milano Paolo Lombardi.

Piero Galli (direttore generale gestione evento Expo) ha fatto un bilancio del contributo di Expo alla reputazione della città (che la ricerca Ipsos per altro suffraga). Importanti i contributi del sistema milanese universitario e della ricerca: Gianluca Vago (rettore della Statale e coordinatore dei rettori del territorio), Giovanni Azzone (rettore del Politecnico), Cristina Messa (rettore della Bicocca) e Alberto Martinelli (presidente di Fondazione Aem) hanno ricordato, tra l’altro, il rilievo delle convergenze attorno ai progetti di indirizzo per l’area post-Expo. Ampio lo spettro degli interventi in materia di adeguamento dei servizi alla città per le poste in gioco nello sviluppo in corso: i presidenti delle aziende di servizio pubblico (Pietro Modiano, Sea; Bruno Rota, Atm, Davide Corritore, MM; Giovanni Valotti, A2A), il presidente della Casa della Carità don Virginio Colmegna, il presidente del Touring Club Franco Iseppi. Piero Bassetti e mons. Luca Bressan hanno svolto riflessioni finali sulle responsabilità della città a fronte dei processi di globalizzazione in atto. “L’apertura al mondo – ha proseguito il sindaco Giuliano Pisapia – è una vocazione per la nostra città: Milano è e deve essere sempre di più capace di attirare talenti di ogni cultura, di ogni Paese, di ogni provenienza. E la ricerca effettuata da Ipsos conferma sia l’immagine storica di Milano, come città dell’economia e della produzione, sia un innesto positivo di identità culturale e creativa. Le scelte di questi anni ci hanno infatti consentito di far conoscere il ‘Brand Milano’ nella sua completezza, nella sua capacità di far coesistere il primato economico con quello culturale, prodotta da tutte le energie cittadine”.

9 su 10 da parte di 34 recensori Forum Brand Milano, consolidare l’immagine della città nel dopo Expo Forum Brand Milano, consolidare l’immagine della città nel dopo Expo ultima modifica: 2015-11-19T02:31:10+00:00 da Redazione
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