Bartolomeo Cincani detto Montagna. Dipinti, pubblicato il nuovo studio monografico

È giunta finalmente a conclusione dopo un lavoro pluriennale la realizzazione della nuova monografia sul pittore Bartolomeo Montagna (1447 c.-1523), dal titolo Bartolomeo Cincani detto Montagna. Dipinti, di cui da tempo nel mondo degli studi si avvertiva l’esigenza.

Frutto di un progetto di studio e valorizzazione della figura dell’artista, genius loci della cultura figurativa vicentina del secondo Quattrocento e primo Cinquecento, ma anche esponente di prima grandezza della pittura veneta del periodo, il volume, promosso dai Musei Civici di Vicenza e pubblicato dalla casa editrice Zel di Treviso, è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona.

“Montagna attende da tempo di essere celebrato, come è giusto, nella propria città, Vicenza, con un’esposizione dedicata – ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci, stamattina a palazzo Chiericati, durante la presentazione del volume, assieme all’autore, il professor Mauro Lucco, a Maria Elisa Avagnina, già direttrice dei Musei Civici e autrice della prefazione dell’opera, e a Mauro Lizzi della casa editrice -. E nell’incontro in calendario a dicembre spiegheremo come andremo a farlo grazie alla realizzazione del secondo stralcio di lavori a palazzo Chiericati, ripresi peraltro nei giorni scorsi dopo lo stop per i necessari approfondimenti archeologici. È infatti importante valorizzare anche figure così importanti per il nostro territorio, eppure poco note al vasto pubblico, come Montagna, perchè accanto a operazioni di valorizzazione in un’ottica turistica di ciò che la città ha da offrire al grande pubblico, specialmente oggi in cui le risorse per la cultura sono in forte contrazione, abbiamo anche bisogno che la città investa sotto il profilo della propria identità storico-culturale, proponendola anche al di fuori del ristretto pubblico di appassionati”.

“Ci sono due precedenti importanti nella bibliografia del pittore – ha ricordato Maria Elisa Avagnina -: uno studio del 1909 di Borenius sui pittori vicentini fra Quattrocento e Cinquecento, e la notissima monografia di Lionello Puppi. Ma proprio per tener conto dell’avanzamento degli studi e per poter rivedere e rivisitare cronologie e attribuzioni, si è sentito il bisogno di por mano a questo nuovo e impegnativo studio. Ne è uscito un volume corposo e accattivante nella sua veste editoriale, frutto di un progetto nato più di due anni e mezzo fa e realizzato grazie alla Fondazione Cariverona, che profonde tanto impegno a favore di progetti importanti, e del museo in particolare”.

“Bartolomeo Montagna è stato uno dei grandissimi artisti del ‘400 – ha sottolineato Mauro Lucco – e abbiamo tentato di renderlo evidente con questo lavoro. Ha sempre goduto di fama vicentina, ma mai italiana. Con quest’opera, realizzata partendo da zero, crediamo di permettere a chiunque non sappia nulla del pittore di capire chi è l’artista, la sua arte e la sua evoluzione”.

Sotto il profilo scientifico, l’opera si avvale della collaborazione di insigni studiosi d’arte, quali appunto il professor Mauro Lucco, ordinario della cattedra di Storia dell’Arte mediovale e moderna dell’Università di Bologna, noto specialista del Quattrocento veneto, che conta nel campo numerose e importanti pubblicazioni, e del professor Giovanni Carlo Federico Villa, docente al Dipartimento di Arti visive dell’Università di Bergamo, esperto dello stesso periodo e curatore, insieme a Lucco, delle recenti mostre su Antonello da Messina e Giovanni Bellini alle Scuderie del Quirinale e di quella di Cima da Conegliano a Conegliano, cui si devono parte dei testi del catalogo. Mentre alla dottoressa Manuela Barausse, archivista della Curia patriarcale di Venezia, si deve il corposo regesto dei documenti, ricco di 123 numeri.

La pubblicazione ha il merito di colmare una lacuna ormai avvertita nel panorama degli studi sull’arte veneta dei secoli XV e XVI, fornendo di Montagna un profilo completo e aggiornato, commisurato alla sua effettiva statura artistica, che non ha purtroppo conosciuto nel tempo una “fortuna critica” adeguata.

A distanza di circa 50 anni dall’importante studio dedicato all’artista da Lionello Puppi (Neri Pozza, 1962), il volume attuale si configura come una monografia aggiornata e rivista sul pittore, un corposo lavoro (471 pagine) che dà conto, attraverso la rivisitazione dell’intera bibliografia sull’argomento, del progresso degli studi intercorsi. Oltre a pubblicare nuovi documenti, la monografia aggiorna ubicazioni e precisa provenienze delle opere, rivedendone in modo sostanziale attribuzioni e cronologie, anche alla luce dei recenti restauri effettuati su opere del maestro. E giunge in conclusione a rivalutare, nel suo complesso, la personalità del pittore, anche nel ruolo di ottimo frescante, autore nei primi decenni del Cinquecento a Verona e a Padova di alcuni cicli di affreschi tra i più importanti del Veneto.

All’introduzione di Maria Elisa Avagnina e all’ampio saggio iniziale di Lucco sulla figura dell’artista fa seguito il catalogo dei dipinti autografi, costituito da 103 schede ordinate cronologicamente, seguite dall’elenco delle opere perdute e circa 60 schede di opere espunte e altrimenti attribuite. Completano il volume gli apparati scientifici costituiti da indici e bibliografia. Il testo è corredato di riproduzioni a colori di tutte le opere in catalogo (tranne rarissimi casi di proprietà private e opere di ubicazione ignota), frutto di una impegnativa ricerca iconografica in musei e istituzioni italiane ed estere e privati, oltre che, in alcuni casi, di specifica campagna fotografica, curate dalla società ComunicaMente di Bologna. Particolare cura è stata posta, grazie anche alla disponibilità dell’editore, nella realizzazione della veste editoriale, che richiama nel formato e nell’impostazione quella dei volumi del Catalogo scientifico delle collezioni della Pinacoteca Civica di Vicenza, recentemente editi a cura dei Musei Civici con il sostegno della Fondazione Roi, mantenendo così una continuità di linea editoriale.

Per meglio presentare al pubblico il nuovo studio monografico è stato predisposto un apposito ciclo di conferenze (gratuite e con inizio sempre alle 17.30), che si terranno nel salone del piano nobile di Palazzo Chiericati.

L’iniziativa intende offrire dunque l’opportunità di conoscere più da vicino uno dei più importanti e significativi artisti vicentini del secondo Quattrocento e primo Cinquecento, purtroppo poco noto, se non misconosciuto, al di fuori della ristretta cerchia degli specialisti, ma in grado certamente di suscitare inattese sorprese e grandi suggestioni anche in un pubblico più vasto.

Il primo dei cinque appuntamenti è previsto per sabato 18 ottobre con la presentazione del volume da parte dell’autore e di Peter Humfrey, professor emeritus dell’Università di S. Andrews, la più antica e prestigiosa università della Scozia. La seconda conferenza, prevista per venerdì 31 ottobre, curata da Giovanni Carlo Federico Villa tratterà Di taglio e colore, l’arte di Bartolomeo Montagna, mentre alle Iconografie di Montagna sarà dedicato l’incontro tenuto da Fernando Rigon venerdì 14 novembre. Il testimone passerà quindi venerdì 28 novembre a Maria Elisa Avagnina che parlerà di Montagna e San Bartolomeo, la “cappella Brancacci” vicentina. A chiudere la rassegna saranno venerdì 12 dicembre il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci, Emilio Alberti, Mauro Zocchetta e Giovanni Carlo Federico Villa, che, con Il Montagna che verrà, apriranno una finestra su scenari futuri, relativi alla progettata sistemazione museale delle pale di San Bartolomeo, ideale punto di partenza insieme al volume appena edito, per l’allestimento di una rassegna espositiva finalmente dedicata all’artista, di cui da tempo si parla, ma mai finora realizzata.

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