Bari, arrestati 12 narcotrafficanti albanesi

Sequestrato circa 11 kg di marijuana, 17 di eroina e 2,5 di cocaina. Sono i numeri dell’operazione antidroga condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nel quadrilatero Bari-Modugno-Gravina-Altamura.

Sequestrato, nel Milanese, anche un laboratorio destinato al taglio e al confezionamento delle sostanze stupefacenti. L’inchiesta ha avuto inizio con l’individuazione di un appartamento a Cesano Boscone, dove la droga veniva tagliata e confezionata e nel quale si rifornivano ulteriori cellule albanesi di stanza in Puglia.

Il laboratorio era gestito da tre narcotrafficanti albanesi, tutti arrestati in flagranza. Grazie al monitoraggio di alcuni connazionali residenti nell’hinterland barese, nel giro di qualche settimana gli specialisti del Gico di Bari sono risaliti ai luoghi di lavorazione dello stupefacente. Al momento dell’irruzione i militari hanno sorpreso i tre narcotrafficanti in possesso di oltre 17 kg di eroina, più di 2 kg e mezzo di cocaina e sostanza da taglio per un peso di 10 kg circa, oltre al materiale necessario per il taglio ed il confezionamento dei narcotici quali setacci di varie misure, frullatori, bilancini di precisione ed una pressa. Sequestrati quasi 100 mila euro in contanti, divisi in mazzette appositamente numerate, costituenti, con ogni probabilità, la provvista da destinare all’acquisto di nuove partite di stupefacente.

Il 7 luglio scorso a Barletta, nel corso di un controllo, i militari del Gico hanno trovato, in un’auto di un cittadino residente a Barletta, un borsone con 20 involucri contenenti marijuana del tipo “skunk” per un peso di circa 11 kg e 6 panetti di hashish, pari a 600 grammi, abilmente confezionati sottovuoto al fine di eludere eventuali controlli delle unità cinofile.

E’ stata la particolare tipologia della droga sequestrata, 4 volte più forte della comune “erba”, ricavata da un incrocio tra cannabis sativa (75%) e cannabis indica (25%), ottenuto modificando geneticamente le coltivazioni, a suscitare un particolare interesse investigativo. Sul mercato, la skunk può costare, al cliente finale, fino a 60 euro al grammo (45 euro è invece il costo per grammo sostenuto dall’organizzazione criminale) contro i 10 euro di costo, sempre al consumatore finale (8 euro per l’organizzazione criminale) della marijuana normale, tant’è che una volta immessa sul mercato lo stupefacente avrebbe fruttato sul mercato oltre 650 mila euro.